C’è un errore ricorrente quando si prova a spiegare il calcio inglese: trattarlo come un “campionato” e basta. Come se la Premier League fosse un prodotto televisivo natogià completo, come se l’Inghilterra avesse semplicemente inventato le regole e poi si fosse seduta ad incassare. Non è così. In Inghilterra il calcio è cresciuto come un linguaggio sociale prima ancora che come sport; come un rito collettivo prima ancora che come spettacolo. É per questo che, ancora oggi, certe parole (ground, away end, local derby, tarraces) pesano più del tabellino.
Per capire davvero perchè il calcio britannico non è solo un gioco, bisogna tornare all’origine: a come il football si è formato, dove si è radicato e cosa ha rappresentato elle vite di chi lo ha praticato e seguito. Qui, si badi bene, non si vuole romanticizzare il passato, anzi. Si tratta di prendere sul serio una verità semplice: in Inghilterra il calcio non ha riempito soltanto un calendario, ma ha riempito un vuoto d’identità e di appartenenza alla comunità.
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