
“Giocare contro l’Atalanta è come andare dal dentista”. Era il 2019 quando Pep Guardiola, in conferenza stampa alla vigilia di una sfida di Champions League, usò questa metafora destinata a rimanere impressa nel racconto europeo del club bergamasco. Una frase apparentemente leggera, quasi ironica, che in realtà conteneva un messaggio molto chiaro, ossia che affrontare l’Atalanta non faceva paura per il blasone o per la qualità individuale delle stelle in campo, ma per la sensazione costante di disagio, di pressione continua, di partita logorante e difficile da controllare. Proprio come una seduta dal dentista, appunto. Da allora, quelle parole sono diventate una sorta di etichetta internazionale per descrivere una squadra che, negli anni, ha costruito una reputazione precisa e riconoscibile.
L’Atalanta ha saputo affermarsi in Europa grazie al lavoro avviato da Gasperini e portato avanti oggi da Palladino, nel segno della continuità, sostenuta dalla visione e dalla solidità della famiglia Percassi. Un progetto che ha reso la Dea una squadra capace di mettere in difficoltà club abituati a ritmi, spazi e contesti diversi, soprattutto quelli inglesi. Per capire come tutto questo sia possibile non basta fermarsi ai risultati, spesso la curiosità porta ad andare più a fondo monitorando statistiche, dati e news sui nerazzurri, ma anche ad esempio controllando la rosa dei giocatori dell’Atalanta su Atalanta Oggi, per individuare i profili che rendono questo sistema così efficace. Guardare oltre il punteggio finale, conoscere i protagonisti e le loro caratteristiche, aiuta a spiegare perché l’Atalanta sia diventata un avversario così scomodo. Non a caso, il bilancio complessivo contro le squadre inglesi racconta di 12 partite giocate, con 5 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte, numeri equilibrati, che danno sostanza alla metafora di Guardiola.
Manchester contro Bergamo
Il confronto tra Manchester e Bergamo è uno dei capitoli più significativi di questa storia. Da un lato il Manchester City, simbolo del calcio moderno e ipercompetitivo costruito proprio da Guardiola, dall’altro il Manchester United, una delle istituzioni del calcio inglese ed europeo.
Contro il City, l’Atalanta ha incrociato il proprio cammino nella fase a gironi della Champions League 2019/20. La sconfitta per 5-1 all’Etihad Stadium rappresenta l’eccezione più netta, una gara in cui la differenza di qualità emerse in modo evidente. Ben diverso, però, il pareggio per 1-1 a Bergamo, una partita intensa e combattuta, in cui l’Atalanta mise seriamente in difficoltà una delle squadre più forti d’Europa.
Anche contro il Manchester United, nella fase a gironi della Champions 2021/22, il copione è stato simile. Sconfitta per 3-2 a Old Trafford, con i nerazzurri avanti per una buona fetta di partita, e pareggio per 2-2 al Gewiss Stadium. Gare spesso equilibrate, nonostante il valore delle rose non fosse paragonabile, in cui l’Atalanta ha confermato quella capacità di rendere la vita complicata anche ai giganti del calcio inglese.
Nella terra dei Beatles
Il bilancio contro le squadre di Liverpool, la città dei Beatles, aggiunge un ulteriore tassello. Qui entrano in scena Liverpool ed Everton, due club con una forte tradizione europea e un’identità calcistica basata su fisicità e ritmo, elementi che si sposano e allo stesso tempo si scontrano con il DNA atalantino.
Contro il Liverpool, l’Atalanta ha giocato quattro partite complessive. Nella Champions League 2020/21, fase a gironi, arrivò una pesante sconfitta per 0-5 a Bergamo, seguita però da una storica vittoria per 2-0 ad Anfield, uno dei risultati più prestigiosi della storia europea del club. Più recentemente, nei quarti di finale di Europa League 2023/24, il confronto ha assunto un valore ancora più alto. Vittoria per 3-0 in trasferta a Liverpool, sconfitta per 1-0 in casa e passaggio del turno per l’Atalanta, lanciata poi verso il trionfo finale nella competizione.
Contro l’Everton, invece, i precedenti risalgono alla fase a gironi dell’Europa League 2017/18 e parlano chiaro. Doppia vittoria roboante per la Dea, 3-0 a Bergamo e 5-1 a Goodison Park. Partite accese, vive, spesso spettacolari, in cui l’Atalanta ha dimostrato di reggere l’urto anche contro squadre abituate a un calcio diretto e ad alta intensità.
Altre sfide inglesi
A completare il quadro ci sono le sfide contro altre big inglesi come Arsenal e Chelsea. Contro i Blues, l’Atalanta ha un precedente recente. Nella stagione 2025/26, nella League Phase di Champions League, la squadra di Palladino ha battuto il Chelsea 2-1 alla New Balance Arena di Bergamo, confermando la propria solidità anche contro avversari di primo piano.
Con l’Arsenal, invece, il confronto più recente risale alla League Phase della Champions League 2024/25, chiusa con un pareggio per 0-0 a Bergamo, una gara tattica e combattuta, in cui anche i Gunners hanno faticato a trovare soluzioni semplici e in cui la Dea ha fallito anche un calcio di rigore con Retegui.
Tornando alla frase di Guardiola, oggi appare ancora più attuale. L’Atalanta non è più una sorpresa, ma una realtà riconosciuta in Italia e in Europa. Il bilancio complessivo contro le grandi squadre inglesi, equilibrato e ricco di partite memorabili, rappresenta la conferma di una reputazione costruita nel tempo, fatta di identità, coraggio e continuità.