
ll Brighton in questa sessione estiva ha pescato dalla Serie A un giovane talento dal Verona, Diego Coppola. Un difensore in grado di ricoprire il ruolo di perno difensivo con qualità; con la maglia del Verona ha dimostrato che ha le carte in regola per giocarsi le sue possibilità in Premier League.
Lo stesso Diego Coppola insieme ai suoi nuovi compagni è in ritiro con i Seagulls, nell’ultima amichevole affrontata contro lo Stoke City ha timbrato anche il cartellino, gara vinta poi per 3-1. Al canale ufficiale del club, Diego Coppola ha sottolineato quanto sia stato difficile lasciare Verona dopo aversi vissuto anni indimenticabili, ma ora è consapevole della nuova opportunità per la sua carriera con la maglia del Brighton.
Brighton, il pensiero di Diego Coppola con i Seagulls
Il difensore Diego Coppola si è esprime con questo pensiero al canale ufficiale del Brighton: “È stato difficile lasciare Verona perché è la squadra in cui ho sempre giocato fin da bambino. Ero tifoso del Verona e sarebbe stato bello rimanere lì e diventare capitano e vivere molti momenti unici. Fin da bambino avevo i biglietti gratuiti per andare a vedere le partite.”
“Andavo allo stadio spesso e poi ho iniziato a giocare nella prima squadra qualche anno fa, è stato come realizzare un sogno. Giocare in Premier League era un sogno ancora più grande, quindi devo lavorare, migliorare e dare il massimo ogni giorno. Penso giocare in Premier League per il Brighton abbia un sapore affascinante.”
Inoltre ha aggiunto ai microfoni: “Quindi mi sono messo il cuore in mano e ho scelto l’obiettivo che mi ero prefissato fin da bambino. Al Brighton posso migliorare molto allenandomi intensamente con lo staff tecnico, quindi non è stato difficile. Penso che la Premier League sia più intensa, con più qualità rispetto alla Serie A. “
Ha concluso poi: “In Italia è presente molta più tattica in allenamento e anche durante le gare. Ci sono partite in cui analizzi la squadra avversaria e la squadra avversaria ti studia. Quindi non si verifica intensità di gioco ad alti ritmi. Penso che la Premier League sia tutta una questione di contropiede: il sistema di gioco è più aperto. È quello che vedo perché non ci ho mai giocato: posso rispondere a questa domanda meglio quando avrò molte gare nelle gambe.”