Il futuro di Cole Palmer a Stamford Bridge è ulteriormente blindato. Pochi minuti fa, infatti, il Chelsea ha annunciato ufficialmente il prolungamento del contratto del suo gioiello e trequartista inglese, che ha firmato un accordo faraonico a lunghissimo termine con scadenza fissata a Giugno 2034. Una mossa forte, decisa e per certi versi inaspettata nei tempi, che ribadisce la volontà della dirigenza dei Blues di fare del classe 2002 il perno indiscusso del progetto tecnico presente e futuro, spegnendo sul nascere qualsiasi voce di mercato.
Chelsea, le parole di Cole Palmer
L’accordo trovato tra le parti certifica la totale sintonia tra il giocatore e la società londinese. Arrivato nell’agosto del 2023 tra lo scetticismo generale per una cifra importante ma con poche presenze da titolare alle spalle nel Manchester City, Cole Palmer ci ha messo pochissimo a prendersi la Premier League e a diventare l’idolo indiscusso dei tifosi del Chelsea. Con questo nuovo contratto a lunghissima scadenza quando il contratto arriverà a termine, l’inglese avrà 32 anni il club londinese ha voluto blindare il proprio fuoriclasse “a vita”, blindandolo da qualsiasi assalto dei top club europei che inevitabilmente monitoravano la sua crescita esponenziale.
Nelle sue prime dichiarazioni rilasciate subito dopo la firma, lo stesso Cole Palmer ha espresso tutto il suo entusiasmo per la permanenza a lungo termine nella capitale inglese: “Il Chelsea significa molto per me e sento che qui possiamo costruire qualcosa di straordinario e vincere trofei importanti”. Parole che suonano come una promessa d’amore eterno e che caricano l’ambiente in vista dei prossimi impegni stagionali.
Dal suo arrivo a Londra, l’impatto di Cole Palmer è stato devastante. Si è imposto immediatamente come il faro della manovra offensiva, guadagnandosi non solo i galloni di titolare inamovibile nel Chelsea, ma conquistando anche un ruolo di primo piano nella nazionale inglese. La sua capacità di inventare calcio tra le linee, unita a una freddezza glaciale sottoporta (specialmente nei calci di piazzato e nei tiri dagli undici metri), lo ha consacrato nell’élite del calcio mondiale.
