Il Fulham sprofonda nella zona retrocessione in Premier League e per Álvaro Arbeloa la panchina inizia a scricchiolare pesantemente. La sconfitta per 2-1 maturata a Portman Road contro l’Ipswich Town porta con sé le scorie dell’ennesimo crollo nei minuti finali, estendendo a sei le gare consecutive senza vittorie in Premier League sotto la gestione del tecnico spagnolo. Una beffa atroce se si pensa che i londinesi si erano portati in vantaggio nella ripresa con la bellissima conclusione di Ryan Sessegnon, prima di subire un micidiale uno-due firmato da Abdoul Ouattara all’88’ e Dara O’Shea al 91′.
Fulham, le parole di Álvaro Arbeloa
Di fronte all’insistenza dei media sui dubbi legati alla sua panchina, Álvaro Arbeloa ha voluto chiarire subito la sua posizione personale e la sua tenuta psicologica:
“Non mi preoccupo mai della mia posizione. Non provo paura. Non puoi fare l’allenatore se provi paura in momenti come questo. Il tuo compito è continuare a lavorare, prendere decisioni e mostrare fiducia ai tuoi giocatori. So che per loro non è un momento facile, ma dobbiamo restare uniti. Non si tratta della mia posizione, si tratta della posizione del Fulham. Questa è l’unica cosa che conta davvero. È vero, sono passate soltanto sei partite di campionato, ma è innegabile che abbiamo un disperato bisogno di conquistare punti.”
“Io preoccupato? Beh, forse non mi conoscete bene. Ho giocato per la squadra più forte del mondo e ho allenato la squadra più forte del mondo. Se non lo sapete, ve lo ricordo io: la pressione fa parte della mia vita da quando ero solo un bambino. Pertanto, tutto questo è assolutamente normale nel calcio. È normale per i calciatori, per gli allenatori e per chiunque ruoti attorno a una squadra. Anzi, vi dirò di più: la pressione è qualcosa di fondamentale per me, ed è una cosa che mi piace.”
Mettendo da parte le polemiche personali, Arbeloa si è poi addentrato nell’analisi tattica di una partita dominata a tratti ma svanita sul più bello per via delle solite disattenzioni difensive nei minuti conclusivi:
“Sapevamo che l’Ipswich avrebbe lottato fino all’ultimo secondo. Sono una squadra compatta, fisica e sostenuta da un pubblico caldissimo. Dopo il nostro gol avevamo il pallino del gioco in mano e potevamo chiuderla. Purtroppo, la mancanza di lucidità nella gestione del pallone negli ultimi dieci minuti ci è costata incredibilmente cara. Se commetti errori di leggerezza contro avversari di questo livello, prima o poi vieni punito.”