Il Primo Ministro britannico Andy Burnham ha sollevato un vivace dibattito nel Regno Unito, esprimendo la ferma intenzione di riconsiderare e potenzialmente rimuovere il divieto di consumo di alcolici sugli spalti durante le partite di calcio. Questa misura restrittiva, in vigore in Inghilterra e Galles da decenni, vieta storicamente ai tifosi di bere alcolici in vista del terreno di gioco. Secondo il capo del governo, l’attuale normativa risulta ormai superata e discriminatoria nei confronti degli appassionati di calcio.
Le radici storiche del divieto e il confronto con altri sport
Il divieto fu introdotto negli anni Ottanta attraverso lo Sporting Events (Control of Alcohol) Act 1985, in un’epoca nera caratterizzata da gravi episodi di violenza e teppismo legati al mondo del pallone (hooliganism). Fino ad oggi, i tifosi di calcio possono acquistare bevande alcoliche soltanto all’interno delle concourses (i corridoi interni degli stadi), ma devono consumarle prima che riprenda il gioco, lontano dalla visuale del campo.
Tuttavia, Burnham ha evidenziato una disparità di trattamento evidente rispetto ad altre discipline sportive. Negli stadi di rugby e cricket, così come durante i concerti musicali, gli spettatori possono tranquillamente gustarsi una birra seduti al proprio posto. Lo stesso Primo Ministro ha notato questa incongruenza assistendo a un match di rugby league, chiedendosi per quale motivo i tifosi di calcio debbano sottostare a regole differenti e più restrittive.
Le reazioni: favorevoli e contrari
La proposta di revisione ha ricevuto un riscontro positivo da parte delle associazioni dei tifosi, tra cui la Football Supporters’ Association (FSA). Molti sostenitori e dirigenti sportivi argomentano che la gestione degli stadi e la sicurezza siano radicalmente migliorate rispetto agli anni Ottanta, e ricordano come i test pilota condotti nel calcio femminile (in particolare nella Women’s Super League) abbiano dimostrato che è possibile consentire il consumo di alcol in vista del campo senza registrare problemi di ordine pubblico.
D’altra parte, il mondo della polizia e della sicurezza nutre forti perplessità. Il portale dell’UK Football Policing Unit ha definito avventata una modifica legislativa senza un’approfondita consultazione con gli esperti di sicurezza, sottolineando che il calcio continua a registrare tassi di tensione e comportamenti violenti legati all’abuso di alcol superiori rispetto ad altri sport.
Le dichiarazioni di Andy Burnham
Andy Burnham, parlando durante la sua visita a New York per l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha dichiarato: “Non credo sia giusto che gli appassionati di calcio vengano individuati in quel modo e ho fatto questo punto. Quella legislazione risale a un’epoca in cui il calcio era molto diverso, e credo che ci sia un caso per rimuovere quella discriminazione.”
“Ci sono diversi modi in cui potrebbe essere fatto e potrebbe accadere su base di prova. Ma non mi tirerò indietro da quella che è stata una mia visione di lunga data. Non vedo come possa essere giusto che alcuni sostenitori di uno sport possano essere trattati in modo diverso”.





