La rappresentativa centramericana è alla sua seconda partecipazione alla kermesse regina delle competizioni calcistiche planetarie
Il bis è servito. Dopo essere stata presente nel 2018, Panama ha staccato il biglietto anche per i Mondiali del 2026. Avversaria di Inghilterra, Croazia e Ghana, si presenta per pronostico come la vittima sacrificale ma le sorprese, nel mondo della sfera di cuoio, a volte sono dietro l’angolo. Nel solo Mondiale del 2018 in Russia a cui ha preso sinora parte, Panama fu inserita nel gruppo G con Belgio, Inghilterra e Tunisia e si piazzò all’ultimo posto senza raccogliere alcun punto con sole due reti all’attivo e undici al passivo. Dopo uno 0-3 con il Belgio, fu travolta da quella stessa Inghilterra che si ritroverà ancora di fronte con un tennistico 1-6 (gol del difensore Baloy) e cedette alla Tunisia per 1-2 dopo essere stata in vantaggio con Meriah. Meglio le è andata nella Concacaf Gold Cup dove, in tredici partecipazioni, si è piazzata tre volte seconda nel 2015,2013 e 2023, in Copa America con l’approdo ai quarti di finale nel 2024 e in Concacaf Nations League con il secondo posto nell’edizione 2024-25.
Le avversarie dell’Inghilterra ai Mondiali, rosa e giocatori più rappresentativi
Los Canaleros o La Marea Roja, come è soprannominata la nazionale panamense, ha come uomo più rappresentativo di tutti i tempi Gabriel Enrique Gomez che ne ha indossato la casacca per 149 volte segnando dodici reti. In Europa ce lo si ricorda con i portoghesi del Belenenses e con i ciprioti dell’Ermis Aradippou , settantuno presenze e tre reti nel primo caso, dodici e tre nel secondo. Luis Tejada e Blas Perez, con 43 reti a testa, sono invece i giocatori storicamente più prolifici. Il primo ha avuto anche un’incursione nel calcio degli Emirati Arabi Uniti con la casacca dell’Al Ain, il secondo ha esperienze anche nelle tre nazioni coinvolte nell’organizzazione dei Mondiali avendo giocato in Messico con il Pachuca, in Canada con il Vancouver e negli Usa con i Dallas.
Il selezionatore della nazionale panamense è Thomas Christiansen, danese naturalizzato spagnolo con due presenze nella nazionale maggiore iberica e con prevalenti esperienze in Spagna da calciatore con Osasuna, Racing Santander, formazione B del Barcellona, Real Oviedo e Villareal. Da allenatore ebbe anche un’esperienza in Inghilterra dove nel 2017-18 sedette sulla panchina del Leeds United in Championship sostituito poi dal 4 febbraio 2018 da Paul Heckingbottom. Christiansen allena Panama dal 2020.
Portieri
Luis Mejia, Orlando Mosquera, Cesar Samudio
Difensori
Eric Davis, Fidel Escobar, Michael Amir Murillo, Roderick Miller, Andres Andrade, Cesar Blackman, Josè Cordoba, Jjlovany Ramos, Jorge Gutierrez, Edgardo Farina
Centrocampisti
Anibal Godoy, Alberto Quintero, Yoel Barcenas, Adalberto Carrasquilla, Jose Luis Rodriguez, Cristian Martinez, Cesar Yanis, Carlos Harvey, Azarlas Londono
Attaccanti
Josè Fajardo, Ismael Diaz, Cecilio Waterman, Tomas Rodriguez
Un solo giocatore di Panama frequenta il mondo del calcio britannico ed è Josè Cordoba che milita in Championship con i gialloverdi del Norwich City dove ha totalizzato cinquantanove presenze e due reti. Cordoba è “europeo” dal 2020 quando sbarcò nel vecchio continente indossando la casacca del Celta Vigo, cui poi fecero seguito le esperienze con i bulgari dell’Etar Trnovo e del Levski Sofia. Da tenere d’occhio però è soprattutto il prolififo Josè Luis Rodriguez detto il Puma parecchio a bersaglio durante le qualificazioni.
Panama si è classificata al primo posto nel girone della terza fase delle qualificazioni Concacaf con dodici punti precedendo Suriname (9), Guatemala (8) ed El Salvador (presente due volte ai mondiali, in Messico nel 1970 e in Spagna nel 1982 con due). Quest’ultima nazionale ha un precedente non proprio piacevolissimo nell’edizione iberica dei Mondiali dove, alla sfida d’esordio, perse dall’Ungheria per 1-10.