Il club del sud di Londra è stato sanzionato con una multa in seguito a cori offensivi uditi durante un recente match. La Federazione impone anche un nuovo piano d’azione contro ogni forma di discriminazione. Non c’è pace per il Millwall sul fronte della disciplina dei propri sostenitori. La Football Association ha ufficializzato una sanzione pecuniaria di 45.000 sterline nei confronti del club di The Den, a seguito di una violazione della norma FA Rule E21. Al centro del provvedimento ci sono i cori discriminatori riguardanti la disabilità intonati da una minoranza di tifosi durante la sfida di Carabao Cup contro il Crystal Palace.
Milwall, mano pesante della FA: Le dinamiche dell’incidente
Secondo il rapporto della commissione indipendente, durante la gara sono stati chiaramente uditi termini dispregiativi e offensivi rivolti a persone con disabilità. In particolare, è stato isolato l’uso della parola spastic, un termine considerato altamente discriminatorio nel Regno Unito e che le autorità calcistiche stanno cercando di eradicare dagli stadi da anni.
Nonostante il Millwall abbia collaborato attivamente alle indagini, la FA ha ritenuto necessaria una sanzione esemplare, considerando che il club è “recidivo” per quanto riguarda il controllo del comportamento dei propri spettatori in materia di discriminazione avendo già ricevuto sanzioni in passato per cori omofobi e razzisti.
Milwall, mano pesante della FA: Il Comunicato del Club “Zero Tolleranza”
Il Millwall ha risposto con una nota ufficiale durissima, condannando senza appello il comportamento dei responsabili: “Questo coro va contro tutto ciò che il club rappresenta. Il termine utilizzato è offensivo e fa sentire le persone con disabilità bersagliate e non benvenute. Abbiamo una politica di zero tolleranza: chiunque verrà identificato riceverà un bando a vita dallo stadio.”
l club ha inoltre sottolineato che queste azioni danneggiano l’enorme lavoro svolto dalla Millwall Community Trust e dalla campagna interna “All ‘Wall”, nata proprio per rendere lo stadio un luogo inclusivo per tutti, indipendentemente dall’orientamento sessuale, dalla razza o dalle capacità fisiche.

