A distanza di dieci anni dal miracolo sportivo che sconvolse il mondo, LeonardoUlloa è tornato a parlare del suo tormentato rapporto con Claudio Ranieri. Sebbene il nome del tecnico romano sia scolpito nella leggenda del Leicester, l’ex attaccante argentino ha rivelato un dietro le quinte tutt’altro che idilliaco, definendo la gestione umana del mister come “un disastro”.
In una recente intervista che ha fatto il giro dei media inglesi e spagnoli, Ulloa ha ripercorso i mesi successivi alla vittoria della Premier League. Nonostante il titolo vinto, lo spazio per l’argentino si era ridotto drasticamente, portandolo a cercare una via d’uscita.“Eravamo a Los Angeles per la tournée estiva. Avevo due offerte da club di Premier League che avrebbero raddoppiato il mio stipendio e mi avrebbero garantito il posto da titolare,” ha raccontato Ulloa. “Mi sedetti con Ranieri e lui mi disse: ‘Leo, resta, sarai importante. Giocheremo la Champions, avrai spazio.”
Leicester, Ulloa rompe il silenzio: La promessa infranta e il legame con i tifosi
Tuttavia, le promesse non vennero mantenute. Nell’ultimo giorno di mercato, il Leicester acquistò Islam Slimani per 30 milioni di sterline, declassando Leo Ulloa a quarta o quinta scelta. “Mi aveva assicurato che non avrebbero preso un altro attaccante centrale, e invece arrivò Slimani per una cifra record. Andai da lui e gli dissi in faccia: ‘Non giocherò mai più per te. Non era una questione contro il club o i compagni, ma contro l’uomo che mi aveva tradito.” Dopo quel confronto, Ulloa non giocò per i successivi quattro mesi, finché Ranieri non fu esonerato e sostituito da Craig Shakespeare.
Nonostante il livore verso l’ex allenatore, Ulloa ci ha tenuto a precisare che il suo amore per il Leicester City e per i suoi sostenitori è rimasto intatto. “I tifosi inizialmente non capirono perché volessi andarmene e si arrabbiarono, ma poi compresero la situazione. Ho ricordi meravigliosi di quegli anni e di quel gruppo incredibile,” ha aggiunto l’argentino, che oggi vive a Madrid e guarda con affetto al percorso dei suoi vecchi club, inclusa la crescita del Brighton.