Nel cuore del calcio scozzese, l’ultima sfida tra Celtic e Rangers, valida per i quarti di finale della Scottish Cup, ha acceso nuovamente la leggendaria rivalità dell’Old Firm, ma si è conclusa con una vittoria ai rigori per i Bhoys e purtroppo anche con episodi di violenza tra i tifosi. Il match, giocato all’Ibrox Stadium di Glasgow, ha visto un dominio territoriale dei Gers, ma la freddezza dal dischetto ha premiato il Celtic, che si è così guadagnato l’accesso alle semifinali.
Celtic e Rangers: un derby di tensioni e colpi di scena
La partita ha avuto un andamento intenso e nervoso, ma non certo di altissimo livello tecnico. L’assenza di Callum McGregor e Kieran Tierney ha imposto a Martin O’Neill, allenatore del Celtic, scelte obbligate, con Liam Scales schierato terzino sinistro e Benjamin Arthur al centro della difesa, mentre Luke McCowan ha rivestito il ruolo di mezzala. Questi cambiamenti hanno dato un piccolo vantaggio psicologico ai Rangers, guidati in panchina da Danny Röhl, che hanno preso il controllo del gioco soprattutto nella ripresa.
Nonostante la pressione dei Gers, il Celtic ha resistito con determinazione, supportato da un ottimo Viljami Sinisalo tra i pali, che ha negato più volte il gol agli avversari, soprattutto a Mikey Moore e Nicholas Raskin. I Bhoys hanno poi avuto due reti annullate per fuorigioco e fallo di mano, che hanno alimentato le polemiche e la tensione in campo.
Si è giunti così ai calci di rigore dopo un 0-0 che ha rispecchiato la lotta serrata tra le due compagini. Nei tiri dal dischetto, James Tavernier e Djeidi Gassama hanno fallito le loro occasioni per i Rangers, mentre Tomas Cvancara ha segnato il penalty decisivo. La vittoria del Celtic ha scatenato l’invasione di campo da parte dei tifosi biancoverdi, seguiti da quelli dei Gers, dando vita a una scena caotica e pericolosa che ha richiesto l’intervento immediato della polizia.
Incidenti sul campo e intervento delle forze dell’ordine
La polizia scozzese ha condannato con fermezza gli episodi di violenza, definendoli «vergognosi» e sottolineando come in mezzo alla folla si trovassero anche oggetti potenzialmente pericolosi. Diversi agenti e spettatori sono rimasti feriti negli scontri, e sono stati effettuati numerosi arresti. Le autorità hanno già avviato un’indagine approfondita per accertare le responsabilità, mentre le due società non hanno ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali.
Le immagini delle cariche e degli scontri hanno fatto il giro del mondo, confermando ancora una volta la pericolosità e l’influenza della rivalità tra Celtic e Rangers, che si riflette non solo sul campo ma anche tra le tifoserie, spesso divise anche da radici culturali e religiose profonde. I tifosi del Celtic, storicamente associati alla comunità cattolica e con un seguito irlandese molto ampio, e quelli dei Rangers, parte della tradizione protestante di Glasgow, continuano a rappresentare due anime diverse di una città e di un calcio che, pur ricco di successi e tradizione, paga ancora il prezzo delle tensioni sociali.
Le dichiarazioni post partita
Nonostante la delusione per l’eliminazione, l’allenatore dei Rangers Danny Röhl ha espresso orgoglio per la prestazione della sua squadra: «Abbiamo avuto 24 a 1 nei tiri, molte occasioni e abbiamo giocato come volevamo per 120 minuti. Siamo delusi per il risultato, ma vedo molte cose positive nel gruppo».
Martin O’Neill, invece, ha elogiato la grinta dei suoi: «Sono ovviamente felice di essere ancora in corsa. I giocatori hanno mostrato un coraggio fenomenale e una grande determinazione. Tutti hanno fatto più del proprio dovere, è stata un’azione difensiva encomiabile».