Durante la partita di Premier League tra Leeds United e Manchester City disputata ieri a Elland Road, si è verificato un episodio che ha acceso il dibattito sul rispetto e la tolleranza nello sport. Nel corso del match, infatti, è stata effettuata una breve pausa per permettere ai giocatori musulmani di interrompere il digiuno osservato durante il Ramadan, ma da parte di alcuni tifosi di casa sono arrivati fischi di contestazione.
Pausa per il Ramadan nel calcio inglese: un gesto di rispetto che divide
La partita, iniziata alle 17:30 ora locale, è stata momentaneamente sospesa al 13° minuto per consentire ai giocatori di entrambi i club di assumere liquidi e cibo, in un momento concordato per rispettare il digiuno sacro islamico. Sul maxi schermo dello stadio è stato proiettato un messaggio che spiegava: «Poiché l’incontro si svolge durante il sacro mese di Ramadan, il gioco è stato sospeso brevemente per permettere ai giocatori di interrompere il digiuno».
Il Manchester City schierava in campo tre calciatori musulmani: Rayan Cherki, Rayan Aït-Nouri e Omar Marmoush, con un altro, Abdukodir Khusanov, presente in panchina. Nonostante la chiara comunicazione e la motivazione religiosa della pausa, alcuni sostenitori del Leeds hanno espresso il loro dissenso con forti fischi, un comportamento che ha suscitato reazioni di disappunto da più parti.
L’assistente allenatore del Leeds, Edmund Riemer, ha commentato a Sky Sports: «Sono concentrato sulla partita, quindi non ho sentito molto, ma sono deluso che alcuni tifosi abbiano reagito così». In conferenza stampa post gara ha aggiunto: «Cerchiamo di imparare da questo episodio e dobbiamo fare meglio in futuro».
La partita si è poi conclusa con la vittoria del Manchester City per 1-0, grazie al gol di Antoine Semenyo nei minuti di recupero del primo tempo.
Il Ramadan: significato e osservanza nel contesto sportivo
Il Ramadan è il nono mese del calendario islamico, un periodo in cui i musulmani osservano il digiuno dall’alba al tramonto, astenendosi da cibo, bevande e altre attività come il fumo e i rapporti sessuali. Il digiuno è uno dei cinque pilastri dell’Islam e rappresenta un momento di preghiera, riflessione spirituale e solidarietà con i più bisognosi.
Nel 2026, il Ramadan è iniziato il 10 marzo, ma nel 2024, ad esempio, era cominciato il 10 marzo e si è protratto fino al 9 aprile. Poiché il calendario islamico è lunare, la durata e le date di questo mese sacro cambiano ogni anno e variano anche in base all’avvistamento della luna crescente, il cosiddetto “hilal”. Questo comporta che in alcune regioni il digiuno può durare molte ore, a seconda della stagione e della latitudine.
Nel Regno Unito, durante questo periodo, le partite con orario di inizio intorno al tramonto (come quella del sabato alle 17:30 o la domenica alle 16:30) rappresentano le uniche occasioni in cui è possibile inserire una pausa per permettere ai giocatori musulmani di interrompere il digiuno in modo sicuro e regolamentato.
Reazioni e appelli al rispetto da parte di Pep Guardiola e associazioni antidiscriminazione
L’allenatore del Manchester City, Pep Guardiola, ha espresso la sua delusione per i fischi ricevuti, sottolineando l’importanza del rispetto e della diversità nel calcio. «Viviamo in un mondo moderno e dobbiamo rispettare le religioni e le differenze. La Premier League consente una pausa di uno o due minuti per permettere ai giocatori di interrompere il digiuno, è una cosa semplice e naturale», ha dichiarato.
Guardiola ha inoltre spiegato che i suoi giocatori musulmani hanno beneficiato di questa pausa per assumere vitamine e liquidi essenziali: «Cherki e Aït-Nouri non avevano mangiato durante la giornata, questa pausa è fondamentale per il loro benessere».
L’associazione antidiscriminazione Kick It Out ha definito i fischi «estremamente deludenti» e ha ribadito che la pausa per il Ramadan è un protocollo ormai consolidato da diversi anni per rendere il calcio più inclusivo e accogliente per i calciatori e le comunità musulmane. «Questo episodio dimostra però che il calcio ha ancora molta strada da fare in termini di educazione e accettazione», ha affermato il portavoce dell’organizzazione.
Già dal 2021, la Premier League ha ufficializzato questa pausa come parte integrante delle partite che coinvolgono atleti che osservano il digiuno, trovando un momento naturale nel gioco per rispettare questo importante precetto religioso.
Il calcio inglese e la sfida dell’inclusività
L’episodio di Elland Road rappresenta uno specchio delle sfide che il calcio inglese e internazionale stanno affrontando nel tentativo di conciliare tradizioni religiose e cultura sportiva. La presenza di calciatori musulmani di alto livello, come Cherki e Aït-Nouri, testimonia la crescente diversità nelle squadre di Premier League, ma anche la necessità di promuovere un clima di rispetto e comprensione tra tifosi.
Come ha sottolineato l’ex portiere inglese Paul Robinson, intervistato su BBC Radio 5 Live, «è molto importante che i calciatori abbiano la possibilità di interrompere il digiuno per mantenere il loro stato fisico ottimale, considerando l’elevato livello di preparazione atletica richiesto».
Nel calcio femminile, il Manchester City Women continua a rappresentare un esempio di eccellenza e inclusività nella Women’s Super League, dimostrando che lo sport può e deve essere un luogo di integrazione e rispetto per tutte le culture e fedi.