Ecco delle dichiarazioni rilasciate da Michael Carrick in conferenza stampa, subito dopo il successo per 1-0 del suo Manchester United all’Hilldickinson Stadium contro l’Everton nella 27a giornata di Premier League, grazie alla rete del subentrato Bnejamin Sesko. Il Manager inglese è apparso visibilmente soddisfatto, sottolineando soprattutto la maturità della squadra in un ambiente storicamente ostile, che portato la quinta vittoria in sei partite ufficiali sulla panchina dei red devils.
Manchester United, Michael Carrick: “Vincere qui chiede carattere, Sesko è speciale”
Michael Carrick si è presentato in conferenza stampa euforico e contento della vittoria dei suoi ragazzi contro un Everton difficile da battere. “Sapevamo che venire qui non sarebbe stato facile. L‘Everton è una squadra fisica, che ti toglie il respiro e spinge fino all’ultimo secondo. Sono estremamente orgoglioso della solidità che abbiamo mostrato. Non è stata la nostra partita più brillante dal punto di vista estetico, ma per vincere in Premier League serve saper soffrire, e oggi lo abbiamo fatto da grande squadra.”
Su Benjamin Sesko: “Benjamin ha quel dono raro di farsi trovare pronto nel momento cruciale. Non ha avuto molte occasioni oggi, ma gli è bastata mezza palla per decidere il match. È un ragazzo che lavora duramente per la squadra e vederlo così freddo sotto porta è un segnale enorme per noi. È un attaccante moderno, completo, e la sua crescita è sotto gli occhi di tutti.”
Sul sorpasso al Chelsea: “Guardare la classifica fa piacere, non mentirò, ma mancano ancora molte battaglie. Superare il Chelsea in questo momento della stagione è importante per il morale, ma la nostra priorità resta la continuità. Abbiamo faticato molto per arrivare fin qui, ora il difficile è restarci. La mentalità deve rimanere la stessa: una partita alla volta.”
Sulla difesa: “Mantenere la porta inviolata in questo stadio è un grande merito dei ragazzi là dietro. Abbiamo comunicato bene, siamo stati compatti. Anche nei momenti di massima pressione, non abbiamo perso la testa. Questa è la base su cui vogliamo costruire il nostro futuro.”