Sarà la stagione del riscatto? In casa Southampton, la domanda regna sovrana tra tutte. La squadra biancorossa ricomincerà dalla Championship dopo una stagione in Premier League più nera del nero nella quale il cambio di tre tecnici, ovvero Russell Martin, Simon Rusk e Ivan Juric con il ritorno a fine stagione dello stesso Rusk non gli è bastato a evitare la Caporetto della retrocessione. Il bilancio è di quelli neri dipinti nel nero: in trentotto partite solo due vittorie e sei pareggi, il resto solo lacrime. E con l’aggravante del peggior attacco della serie con sole 26 reti all’attivo e del reparto difensivo più perforato con ben 86 reti al passivo.
Numeri che l’espressione calcistica di una città di 254 mila abitanti nel Sud Est della terra d’Albione posta proprio di fronte alla leggendaria Isola di Wight immortalata anche da un celebre brano si vuole mettere sotto i piedi in segno di dimenticanza. La lavagna della nuova stagione è immacolata e i Santi sperano di poterci disegnare statistiche color felicità. E, soprattutto, auspicano di riprendere al più presto il treno diretto alla stazione Premier League.
Championship, le novità del Southampton
La novità non poteva che ripartire dalla conduzione tecnica. Sulla panchina dei Santi, con la missione di riportarli subito nell’Empireo del calcio albionico, siederà infatti il belga Will Still che, dopo le esperienze in patria con Lierse e Beerschot si è accasato in Francia prima allo Stade Reims, poi al Lens con cui ha conquistato l’ottavo posto con 52 punti. Ora, per lui, arriva la terza esperienza in un paese diverso e la sfia è di quelle che lo stimolano. Anche perché potrebbe vedersi spalancare le porte di una Premier League nella quale praticamente ogni allenatore desidera compiere almeno un’esperienza nella sua peregrinatio panchinara.
Per quanto concerne i nuovi innesti, alcuni giocatori hanno fatto ritorno alla base per fine prestito. E’ il caso del difensore Ronnie Edwards che ha concluso l’avventura con i Queen’s Park Rangers che si troverà avversari, del trequartista Kuryu Matsuki tornato dai turchi del Goztepe, dell’ala sinistra Samuel Edozie dall’Anderlecht e della punta centrale Samuel Brereton Diaz dallo Sheffield United. Nuovi innesti in assoluto sono il difensore centrale Joshua Quarshie, prelevato dai tedeschi dell’Hoffenheim in Bundesliga per tre milioni e mezzo di Euro e la punta centrale Damion Downs dal Colonia, costata otto milioni.
Molte le partenze. L’estremo difensore Aaron Ramsdale indosserà la casacca del Newcastle e manterrà quindi le radici in Premier League dopo un’operazione di 4,60 milioni di Euro. Anche un altro portiere, Joe Lumley, ricomincerà da un diverso lido ovvero da quello del Bristol City, squadra che lo scorso campionato ebbe accesso ai playoff e sfiorò la promozione in Premier League. Il difensore centrale Jan Bednarek ha trovato la sua casa calcistica in terra lusitana con il blasonato Porto, il terzino destro Kyle Walker- Peters ha invece sottoscritto un contratto con il West Ham e resterà quindi anch’egli nel pianeta più luminoso del mondo della sfera di cuoio inglese. Il terzino sinistro Juan Larios ripartirà dalla Liga 2 spagnola con la casacca del Cyd Leonesa, il mediano Lesley Ugochukwu è ritornato al Chelsea per fine prestito. Il trequartista Adam Lallana ha appeso le scarpe al chiodo dopo una ventina d’anni di carriera tra Southampton, Liverpool, Bourmemouth e Brighton e 34 presenze e tre reti con la nazionale inglese. Potrà così dedicarsi forse alla carriera di allenatore dopo essere stato la scorsa stagione assistente di Juric.
Il trequartista Albert Gronbaek fa ritorno allo Stade Rennes per fine prestito, l’ala destra Samuel Amo Ameyaw resta ai francesi dello Strasburgo. Esperienza italiana per l’attaccante Kamaldeen Sulemana che passa all’Atalanta. La punta centrale Paul Onuachu andrà a vivere un’esperienza in Super Lig turca con i colori del Trabzonspor.
Championship, Southampton, le emozioni della vigilia. Still: “non vedo l’ora”
Still si appresta a vivere l’atto d’esordio sulla panchina dei Santi contro il Wrexham di sabato 9 agosto alle 13.30 con l’entusiasmo di un ragazzino. Un’adrenalina di cui vorrebbe rivestire tutta la squadra. “Non vedo l’ora, non vedo l’ora – ripete sul sito della società per due volte il concetto giusto per farlo entrare in testa urbi et orbi e dopo la sfida amichevole con il Brighton pareggiata per 2-2 – nel secondo tempo ho visto dove stiamo cercando di andare e cosa stiamo cercando di fare, e sentiamo l’energia dei fan che ci sostengono. Penso sia una buona dimostrazione di carattere rimontare da due gol di svantaggio. Il pubblico può vedere anche lo sforzo e per noi che ci sia è un bene”.
Championship, Southampton, il ricordo di antichi fasti
Fondato nel 1885, il Southampton non ha festeggiato proprio nel modo migliore i suoi 140 anni di storia ma punta a rifarsi subito. La sua origine e il suo nome si devono al fatto che il nucleo originario della squadra nacque all’interno di una realtà parrocchiale, la St Mary’s Church of England. Un ricordo che resta inciso anche nel nome dell’attuale stadio, chiamato appunto St Mary’s. Spulciando negli annali, si trova che i Santi misero le mani su un’edizione della Fa Cup. Era il 1975-76 quando superarono in finale il Manchester United per 1-0 con una rete di Stokes a sette minuti dal termine delle ostilità. Della stessa competizione i Santi furono finalisti in più occasioni: nel 1899-1900 persero l’atto conclusivo per 0-4 dal Bury, nel 1901-02 uscirono sconfitti per 1-2 dallo Sheffield United nella seconda partita dopo che la prima si era chiusa sull’1-1 (allora, in caso di parità, l’incontro si ridisputava). Nel 2002-03 riuscirono un’altra volta ad accedere alla finalissima ma furono piegati dall’Arsenal per 0-1. Tra i migliori piazzamenti in Premier League vi fu invece un sesto posto nella stagione 2015-16 che gli valse anche la disputa dei playoff di Europa League. Ora la squadra punta a un immediato riscatto ritornando sul palcoscenico principale del calcio dei tre leoni.