Dall’illusione alla delusione nella lettura dell’Inghilterra, dalla polvere all’altare in quella dell’Argentina. L’albiceleste di Lionel Scaloni supera gli albionici in rimonta e con una prova di grandissimo carattere e si crea le condizioni per cercare di bissare il titolo di quattro anni addietro in Qatar nella finale in cui l’attenderà la Spagna. La vittoria di Mac Alllister (che ha colpito due pali) e compagni si può considerare meritata su un’Inghilterra che, dopo la rete del vantaggio di Gordon, si è chiusa nel suo guscio proponendosi all’offensiva soltanto sporadicamente e per il resto subendo le costanti punzecchiature dei sudamericani. La partita, piuttosto sonnolenta nella prima frazione, ha riservato i piatti più prelibati nella ripresa dove le due squadre sono entrate sul rettangolo verde con piglio ben diverso. Se l‘Argentina vede premiata la forza di non scomporsi dopo essere finita sotto e la sua indomita propensione a offendere, l’Inghilterra, con un Kane nell’occasione quasi impalpabile, vede invece punita la sua ingenuità gestionale. L’albiceleste torna a superare la rappresentativa dei tre leoni come non le accadeva di riuscire a fare da tre partite.
Atlanta, mercoledì 15 luglio 2026, Atlanta Stadium
Mondiali, semifinale
Argentina- Inghilterra 2-1
Arbitro: Ismail Elfath (Stati Uniti)
Marcatori: 56° Gordon (I), 85° Enzo Fernandez (A), 92° Lautaro Martinez (A)
Ammoniti: Anderson, Lisandro Martinez, Romero, De Paul,
Argentina- Inghilterra, il primo tempo
Sedicesimo atto in assoluto, sesto a un Mondiale. Argentina- Inghilterra è sfida che consente a una sola delle due compagini di varcare la soglia della porta per raggiungere la finale contro la Spagna vittoriosa con la Francia. I sudamericani non battono la nazionale d’Albione dal 1998 quando prevalsero per 4-3 dopo la lotteria dei rigori, l’Inghilterra ha messo le mani sugli ultimi due precedenti. Si parte subito in modo bellicoso con una gomitata di Enzo Fernandez a Bellingham, Elfath è costretto a calmare subito gli animi interrompendo l’accenno di rissa. L’Argentina prova a prendere il comando delle operazioni ma la squadra di Tuchel chiude gli spazi. Al minuto 20 arriva la prima occasione degna di nota della gara con una conclusione un po’ fiacca di James in diagonale sventata con disinvoltura da Emiliano Martinez. Il direttore di gara indica la direzione dell’hydration break ponendo fine al primo quarto di un match in cui l’ascensore delle emozioni è rimasto al pianterreno.
Al 31° l‘Inghilterra prova ad animare la partita con un colpo di testa di Stones su punizione dalla sinistra di Rice che però va a incontrare la linea di fondo. Al 37° un fallo di Messi fa salire ancora di temperatura il nervosismo, Elfath dirige il traffico estraendo il cartellino per Anderson. Al minuto 38 l’Argentina sfodera la prima vera conclusione della sua gara con un siluro di Enzo Fernandez che si perde alto con la complicità di una deviazione. Il primo tempo fa quindi calare il sipario a reti inviolate e con una partita che dà l’impressione di avere bisogno di una flebo per potersi rianimare.
Argentina-Inghilterra, il secondo tempo
Al minuto 47 Alvarez prova a gonfiare i muscoli con un duplice tentativo, il primo respinto, il secondo ad accarezzare l’esterno della rete. La partita sembra avviarsi su un binario differente rispetto a quello un po’ sonnolento della prima parte.Al minuto 56 arriva il lampo che porta in vantaggio l’Inghilterra con la zampata da distanza ravivcinata di Gordon che sbuca al secondo perfetto su un cross dalla destra di Rogers e trafigge Emiliano Martinez. L’albiceleste prova a premere ma senza generare soluzioni apprezzabili. Sul capovolgimento di fronte, l‘Inghilterra prova a raddoppiare al minuto 66 con un tiro dal limite di Rice ma Emiliano Martinez è attento. Tre minuti dopo è invece l‘Argentina a sfiorare il pareggio con un’inzuccata di Nico Gonzalez che esalta i riflessi di Pickford. L’hydration break spalanca per la seconda volta le braccia ai ventidue contendenti.
Al minuto 76 l’Argentina potrebbe riprenderla ma tra l’intento bellicoso sottoforma di colpo di testa di Mac Allister e il possibile pareggio c’è il palo della porta di Pickford a respingere. Subito dopo ancora l’attaccante del Liverpool impegna ancora di testa il portiere inglese. All’85° l’Argentina corona il suo costante pressing per pareggiare rimettendosi in gara con un tiro dal limite di Enzo Fernandez che era stato bravo a procurarsi un corner con un tiro precedente deviato da Pickford. Tutto da rifare, quindi, per la nazionale di Tuchel. L‘Argentina mantiene bollente l’intensità offensiva e al minuto 92, dopo il secondo palo colpito dalla distanza da Mac Allister, capovolge il risultato a suo favore con un’incornata di Lautaro Martinez su cross dalla destra di Messi. L’Inghilterra prova a rimettere il naso verso la porta argentina per riprenderla in extremis.
Argentina-Inghilterra, il tabellino
ARGENTINA (4-4-2): Emiliano Martinez 6.5, Molina 6 (72° De Paul sv), Romero 6.5, Lisandro Martinez 6 (72° Montiel sv), Tagliafico 6 (81° Lautaro Martinez 6.5), Simeone 6 (72°Otamendi sv), Paredes 6 (64° Nico Gonzalez 6.5), Mac Allister 7.5, Enzo Fernandez 7, Messi 6.5, Alvarez 7. A disposizione: Musso, Senesi, Barco, Lo Celso, Rulli, Palacios, Almada, Nico Paz, Lopez, Lautaro Martinez, Medina. All.Lionel Scaloni.
INGHILTERRA (4-2-3-1): Pickford 6.5, James 6 (83° Burn sv)_Stones 6 (96° Rashford sv), Guehi 5.5, Spence 5.5 (96° Toney sv), Rice 6.5 (83° O’ Reilly sv), Anderson 5.5, Rogers 6.5, Bellingham 6, Gordon 6.5 (72° Konsa sv), Kane 5.5. A disposizione: Saka, Chalobah, Dean Henderson, Jordan Henderson, Mainoo, Watkins, Madueke, Eze, Trafford. All.Thomas Tuchel.