Ci sono giocatori che lasciano il segno con i trofei e altri che entrano nella storia grazie alla loro capacità di rialzarsi. Craig Gordon appartiene a entrambe le categorie. A 43 anni, il portiere ha annunciato il ritiro dal calcio giocato, chiudendo una carriera straordinaria durata un quarto di secolo e diventando l’ennesimo simbolo di longevità, professionalità e resilienza nel calcio britannico.
Per gli appassionati di calcio scozzese, Gordon resterà per sempre il volto degli Hearts. Cresciuto nel settore giovanile del club di Edimburgo, ha esordito in prima squadra all’inizio degli anni Duemila, contribuendo alla conquista della Scottish Cup nel 2006 e affermandosi come uno dei migliori portieri del Regno Unito. Le sue prestazioni gli valsero nel 2007 il trasferimento al Sunderland per circa 9 milioni di sterline, cifra che all’epoca rappresentò un record britannico per un portiere.
La rinascita dopo gli infortuni
La carriera di Gordon avrebbe potuto interrompersi molto prima. I gravi problemi alle ginocchia vissuti durante l’esperienza inglese lo lasciarono addirittura senza squadra per due anni, facendo pensare a un ritiro anticipato. Invece il portiere scozzese riuscì a compiere una delle rimonte più incredibili del calcio britannico.
Nel 2014 firmò con il Celtic, tornando immediatamente ai massimi livelli. Con i Bhoys conquistò cinque campionati scozzesi, due Coppe di Scozia e cinque Coppe di Lega, ritrovando anche il posto da titolare nella nazionale. La sua seconda giovinezza divenne uno degli esempi più significativi di resilienza nello sport, tanto da riaccendere l’interesse anche in casa Hearts, con il club più che disposto a riportare a casa uno dei migliori prodotti del suo settore giovanile.
Il ritorno agli Hearts e l’ultima sfida
Nel 2020 Gordon scelse di tornare agli Hearts, chiudendo così un cerchio iniziato quasi vent’anni prima. Appena rientrato a Tynecastle, divenne capitano della squadra e guidò il club in alcune delle stagioni più importanti dell’ultimo decennio, dimostrando di poter essere decisivo anche dopo i quarant’anni.
Nemmeno il gravissimo infortunio alla gamba subito nel 2022 e i successivi problemi fisici riuscirono a fermarlo. Gordon tornò ancora una volta in campo, riuscendo perfino a far parte della recentissima spedizione della Scozia ai Mondiali 2026, il coronamento di una carriera costruita sulla determinazione oltre che sul talento.
Con 84 presenze in nazionale e centinaia di partite tra Hearts, Sunderland e Celtic, Craig Gordon lascia un’eredità enorme. È stato uno dei migliori portieri della sua generazione, ma soprattutto un esempio di dedizione, professionalità e capacità di superare ostacoli che avrebbero convinto molti ad arrendersi.
Per i Jambos non è stato soltanto un capitano, ma un simbolo identitario. Per la Scozia, un punto di riferimento tra i pali per oltre vent’anni. Il suo ritiro segna la fine di una carriera straordinaria, ma anche la nascita di una leggenda destinata a essere ricordata a lungo da tutto il calcio britannico.