A sorpresa, ma non troppo per gli osservatori più attenti delle vicende finanziarie del calcio internazionale, il Friedkin Group ha annunciato ufficialmente di aver avviato la ricerca di nuove opzioni di investimento per l’Everton contemplando apertamente la cessione della quota di maggioranza. Una notizia dirompente che arriva a meno di due anni dal closing ufficiale dell’acquisizione del club di Liverpool, completata nel dicembre del 2024 subentrando alla precedente e travagliata gestione di Farhad Moshiri.
Everton, la nota ufficiale e il cambio di strategia
La notizia, emersa nelle scorse ore, ha trovato conferma in un comunicato diramato dalla stessa proprietà statunitense guidata da Dan Friedkin. Nella nota, il gruppo ha spiegato che, dopo aver garantito la stabilità finanziaria iniziale e aver gettato solide basi per il futuro tra cui il supporto cruciale per il completamento del nuovo e avveniristico stadio i tempi sono maturi per valutare il prossimo capitolo della storia dei Toffees.
- “Il nostro obiettivo immediato era fornire la stabilità e il supporto necessari per mettere in sicurezza il futuro del club”, si legge nel comunicato ufficiale.
- “Con queste fondamenta ormai salde, il momento è propizio per considerare il futuro e valutare nuove opzioni di investimento, inclusa la vendita di una quota di controllo”.
I vertici della holding texana hanno inoltre specificato che prenderanno in considerazione unicamente manifestazioni d’interesse provenienti da soggetti ritenuti all’altezza del compito, capaci cioè di agire come custodi responsabili del club e di preservare la spinta propulsiva accumulata finora.
Everton, le incognite sul futuro dei Toffees
La decisione di esplorare la cessione dell’Everton non arriva in un vuoto strategico. Il Friedkin Group gestisce un portafoglio calcistico complesso e ambizioso, al centro del quale spicca la gestione della Roma in Italia. Negli ultimi tempi, l’impegno finanziario ed economico profuso dalla proprietà americana per far fronte ai costi ingenti legati ai progetti infrastrutturali in primis il dossier del nuovo stadio gialoltro ha richiesto un dispendio di energie notevole.
Sebbene l’avventura fosse iniziata con grandi proclami e con l’obiettivo dichiarato di risanare un club gravato da pesanti sanzioni finanziarie e penalizzazioni passate, la gestione di due club di primissima fascia in campionati così competitivi ha evidentemente spinto la proprietà a ricalibrare i propri piani a lungo termine. Molti analisti finanziari sottolineano come il lavoro di risanamento del bilancio e la messa in sicurezza della struttura societaria dell’Everton fossero passaggi propedeutici pensati proprio per aumentare l’attrattiva commerciale della società in vista di una futura valorizzazione.
La notizia ha inevitabilmente scosso i tifosi dell’Everton. Da un lato, la piazza riconosce alla proprietà statunitense il merito di aver tolto il club dal limbo dell’incertezza societaria e di aver portato a termine il titanico sforzo del nuovo stadio. Dall’altro lato, la prospettiva di un nuovo passaggio di mano a stretto giro genera interrogativi legittimi sulla continuità del progetto tecnico guidato da David Moyes e sulle ambizioni future della squadra all’interno di una Premier League sempre più dominata da colossi finanziari globali.


