La Women’s Super League continua a crescere stagione dopo stagione, attirando investimenti, talenti internazionali e un livello tecnico sempre più elevato. Tuttavia, proprio questo sviluppo sta creando un problema strutturale: il passaggio tra settore giovanile e prima squadra diventa sempre più complicato per le giovani calciatrici inglesi. A sollevare il tema è stata Sonia Bompastor, allenatrice del Chelsea, che ha evidenziato un divario sempre più evidente tra accademie e calcio d’élite. Un problema condiviso da diversi club della WSL e supportato anche dai dati, che mostrano una diminuzione dei minuti giocati dalle giocatrici cresciute nei vivai inglesi.
Il sistema produce talento, ma fatica a trasformarlo in protagoniste nella massima serie. Di conseguenza, diventa fondamentale capire se si tratta di un limite strutturale e quali soluzioni possono colmare questo gap.
Women’s Super League: meno spazio per le giovani inglesi
Negli ultimi anni, la struttura delle accademie inglesi è cresciuta in modo significativo. Le Professional Game Academies (PGA), gestite dalla FA, offrono più partite e competizioni rispetto al passato, con un calendario ampliato fino a 27 gare stagionali. Inoltre, molte giovani hanno la possibilità di giocare anche nella Women’s National League grazie al sistema di doppia registrazione. Questo permette di accumulare esperienza, ma non sempre a un livello competitivo sufficiente per preparare il salto in Women’s Super League.
Il vero nodo resta infatti la distanza tra il calcio giovanile e quello professionistico di alto livello. La WSL è sempre più competitiva e internazionale, riducendo gli spazi per le giocatrici locali. Di conseguenza, il talento c’è, ma fatica a emergere nel contesto più importante.
Women’s Super League: il modello europeo come possibile soluzione
Alcuni campionati europei stanno affrontando il problema con approcci differenti. In Francia, ad esempio, esiste un sistema che consente alle squadre riserve di competere nelle divisioni inferiori contro squadre senior. Questo modello permette alle giovani di confrontarsi con giocatrici più esperte, aumentando intensità e qualità del gioco. Una soluzione che, secondo diversi addetti ai lavori, potrebbe essere replicata anche in Inghilterra.
La stessa struttura della WSL è destinata a cambiare: dal 2028-29 sarà gestita interamente da WSL Football, che sta lavorando a riforme profonde. Tra le idee in discussione c’è proprio la possibilità di inserire le squadre giovanili nei campionati senior, creando un percorso più diretto verso l’élite.
Bompastor: “C’è un divario enorme, non sono pronte”
Sonia Bompastor ha espresso chiaramente le sue preoccupazioni dopo la finale di Coppa di Lega: “Quando ero al Lione, avevo quattro o cinque giocatrici del settore giovanile che potevano entrare in prima squadra ed esprimersi subito a un livello molto alto. Qui la situazione è diversa, il divario è enorme e si vede chiaramente. Le giovani stanno giocando e accumulano minuti, ma non lo fanno a un livello sufficiente per essere davvero pronte alla Women’s Super League. Il salto è troppo grande, soprattutto dal punto di vista fisico e dell’intensità. Quando lavori in un club che vuole competere ai massimi livelli, anche in Europa, hai bisogno di giocatrici pronte subito. Questo rende ancora più difficile dare spazio alle giovani e accompagnarle nella crescita.
La FA deve collaborare con i club per rivedere la struttura delle competizioni. Serve un sistema che permetta alle giovani di giocare partite più competitive e di avvicinarsi gradualmente al livello della prima squadra. Giocare contro calciatrici più esperte è fondamentale. Solo così possono migliorare davvero. Bisogna trovare il giusto equilibrio tra sviluppo e prestazione.”
Segnali positivi, ma ancora insufficienti
Nonostante le difficoltà, alcune giovani stanno comunque emergendo. Giocatrici come Aggie Beever-Jones al Chelsea o Khiara Keating al Manchester City rappresentano esempi concreti di successo del sistema. Anche club come Arsenal e Liverpool continuano a lanciare talenti, ma si tratta ancora di casi isolati rispetto al volume di giocatrici formate ogni anno. A livello nazionale, la selezionatrice Sarina Wiegman ha dato spazio a molte giovani negli ultimi anni, ma il passaggio stabile nei club resta il vero ostacolo.
La Women’s Super League è oggi uno dei campionati più competitivi al mondo, ma questa crescita porta con sé nuove sfide. Il talento inglese continua a essere prodotto, ma fatica a trovare spazio ai massimi livelli. Colmare il divario tra accademie e prima squadra sarà fondamentale per il futuro del calcio femminile inglese. Le soluzioni esistono, ma richiedono cambiamenti strutturali e una visione condivisa tra federazione e club. Solo così la WSL potrà continuare a crescere senza perdere il legame con il proprio vivaio.