Il Leicester City si ritrova con un macigno sulla classifica: la penalizzazione di sei punti inflitta dalla English Football League resta confermata. Il ricorso presentato dal club è stato respinto senza appello, una decisione che complica ancora di più la già difficile situazione dei Foxes. Mancano appena cinque partite alla fine del campionato, e ogni punto perso pesa come un macigno in questa lotta disperata per evitare la seconda retrocessione consecutiva.
La sanzione era stata inflitta a febbraio, dopo un’indagine indipendente che aveva scoperto come il club avesse superato i limiti consentiti dalle regole sul profitto e la sostenibilità economica, le cosiddette Profit and Sustainability Rules. Prima della penalizzazione, il Leicester occupava il 17° posto; ora è precipitato al 20°, in piena zona retrocessione del Championship. Da allora, i risultati sono stati ben lontani dal migliorare, aggravando la crisi e mettendo a serio rischio il futuro della squadra in seconda divisione.
Il Leicester City era finito sotto accusa a maggio 2025, in seguito alla stagione 2023-24 nel Championship, per aver oltrepassato i limiti di spesa previsti dal Profit and Sustainability Rules. Queste norme fissano un tetto alle perdite accumulate in tre anni, con soglie diverse per chi non gioca in Premier League. In pratica, i club di Premier non possono perdere più di 105 milioni di sterline in tre stagioni, mentre chi è fuori dalla massima serie vede questo limite ridursi di 22 milioni per ogni anno.
Dopo la retrocessione, la EFL ha preso in mano il caso, stabilendo che il Leicester avesse violato le regole anche in quest’ultimo anno. Il contenzioso si è anche concentrato sul periodo da considerare: il club sosteneva che il calcolo dovesse fermarsi a 36 mesi, ma una presentazione in ritardo dei bilanci ha fatto slittare il termine a 37 mesi. L’indagine ha però confermato che va rispettato il limite dei 36 mesi, evidenziando che le perdite superavano di 20,8 milioni di sterline il tetto massimo di 83 milioni stabilito dalla EFL.
Da qui la multa e la decurtazione dei punti, sanzioni previste per chi infrange le regole finanziarie. Nonostante le proteste del Leicester, la commissione non ha cambiato idea.
In campo e fuori: la situazione dopo la sentenza
Alla notizia della conferma della penalizzazione, il Leicester City ha parlato di “delusione” e ha definito la misura “eccessiva”. Ma i fatti parlano chiaro: la squadra ha accusato il colpo, raccogliendo appena una vittoria in dodici partite tra tutte le competizioni, con il rischio concreto di una nuova retrocessione dalla Championship alla League One.
Nel frattempo, è cambiato anche l’allenatore: il club ha affidato la panchina a Gary Rowett, tecnico ad interim arrivato poco prima della decisione sull’appello. Ora il suo compito è mettere in campo tutto il possibile per salvare la stagione, con cinque partite decisive davanti.
In un comunicato ufficiale, il Leicester ha chiesto di restare concentrati solo sul campo, ringraziando i tifosi per il sostegno in un momento così complicato. La priorità resta “affrontare le prossime partite con la massima attenzione e determinazione”.
Con la sentenza definitiva, al Leicester non resta che stringere i denti e provare a ribaltare una situazione che si fa sempre più difficile. La retrocessione è un rischio concreto, più vicino che mai.