La 18ª giornata di Women’s Super League ha regalato spettacolo, gol e risultati pesanti per la classifica, confermando ancora una volta l’equilibrio e l’intensità del campionato. Tra prestazioni dominanti, rimonte e finali decisi nei minuti di recupero, sono state le singole giocatrici a fare la vera differenza in campo. Alcune hanno trascinato le proprie squadre con qualità, personalità e giocate decisive, risultando determinanti nei momenti chiave. Altre, invece, hanno vissuto una giornata più complicata, tra errori, difficoltà difensive e prestazioni sotto le aspettative. Andiamo quindi a scoprire le tre protagoniste in positivo e le tre che, al contrario, hanno faticato di più in questo turno. Andiamo quindi a scoprire chi ha brillato in questa giornata e chi, invece, ha deluso le aspettative.
Women’s Super League: top
Khadija Shaw (Manchester City)
Devastante. Firma una tripletta e domina l’area di rigore per tutta la gara, risultando un punto di riferimento costante per l’attacco del City. Sempre al posto giusto nel momento giusto, legge perfettamente le situazioni offensive e sfrutta ogni occasione con grande freddezza. Letale nel gioco aereo e precisa nelle conclusioni, mette in costante difficoltà la difesa avversaria, che non riesce mai a contenerla. Una prestazione da leader assoluta, che indirizza e chiude il match.
Chloe Kelly (Arsenal)
Qualità e continuità al servizio della squadra. Fornisce assist, trova il gol e crea superiorità costante sulla fascia grazie a tecnica e velocità. È sempre nel vivo della manovra offensiva, alternando giocate semplici a soluzioni decisive negli ultimi metri. Ogni sua iniziativa genera pericolo e costringe la difesa del West Ham a rincorrere. Determinante anche nella gestione dei tempi offensivi, è una delle giocatrici più incisive e complete della giornata.
Melvine Malard (Manchester United)
Decisiva nel momento chiave. Entra con grande determinazione e trova il gol vittoria al 94’, regalando tre punti pesantissimi allo United. Mostra freddezza, lucidità e senso della posizione in una situazione di massima pressione. Il suo inserimento cambia l’inerzia della partita e conferma la sua capacità di incidere anche partendo dalla panchina. Una giocatrice affidabile, capace di farsi trovare pronta quando conta davvero.
Women’s Super League: flop
Tuva Hansen (West Ham)
Una giornata molto complicata sotto tutti i punti di vista. Fatica a contenere la velocità e i movimenti dell’attacco dell’Arsenal, andando spesso in difficoltà nei duelli individuali. In marcatura appare poco reattiva e non sempre precisa nelle letture, concedendo troppi spazi che le avversarie sfruttano con facilità. Gli errori nelle situazioni chiave pesano sull’economia della partita, contribuendo a una prestazione difensiva complessivamente fragile.
Courtney Brosnan (Everton)
Alterna interventi positivi a momenti di incertezza. In alcune occasioni riesce a tenere in partita l’Everton con buone parate, ma nel complesso non trasmette quella sicurezza necessaria nei momenti decisivi. Sul gol nel finale poteva forse gestire meglio la situazione, sia nella lettura che nel posizionamento. Una prestazione altalenante che non basta a evitare una sconfitta pesante.
Nilden (Tottenham)
Serata da dimenticare. L’autogol è solo l’episodio più evidente di una partita difficile, segnata da continui problemi in fase difensiva. Va spesso in affanno contro le accelerazioni del Manchester City, perde riferimenti e fatica a mantenere la posizione. Anche nei duelli mostra poca incisività, contribuendo a una prestazione difensiva complessivamente negativa.