Questo Celtic ha sempre più le sembianze di un pugile suonato. Sicuramente non gli mancano le qualità, ma ormai ha incassato troppo per poter combattere in maniera lucida e precisa. La conseguenza è rappresentata da partite come quella in casa del Dundee United, dove gli ospiti raccolgono una sconfitta tanto netta quanto dolorosa. Per la prima volta in 35 anni, i Tangerines riescono a battere in entrambi i match casalinghi il club di Glasgow, conquistando tre punti pesanti in chiave salvezza e condizionando fortemente la ricorsa al titolo del Celtic.
Dundee United-Celtic: la cronaca
Le polemiche per il manto erboso, definito irregolare e sabbioso, sono svanite di fronte a quanto visto sul terreno di gioco Nel primo tempo il predominio territoriale degli ospiti non si traduce in pericoli veri e propri per la porta di Brewer. I ragazzi di Goodwin tengono bene il campo, ordinati ed organizzati in un assetto difensivo molto compatto, pur senza rinunciare a qualche sortito offensiva soprattutto ad opera dei quinti Ferry e Stephenson, vere e proprie spine nel fianco per gli avversari, grazie alle loro qualità atletiche e alla capacità di risalire il campo molto velocemente.
Nonostante il dominio, il Celtic arriva in intervallo spento ed indebito di ossigeno, senza aver raccolto nulla nei primi 45 minuti. Nella ripresa gli ospiti pagano caro non aver approfittato del dominio della prima metà di gara. Il primo colpo lo assesta Will Ferry, preciso e puntuale nell’insaccare un ottimo suggerimento del solito Luca Stephenson, dopo una azione avvolgente. La rete è una botta notevole per il morale del Celtic, tuttavia i tanti punti lasciati per strada da situazione di vantaggio da parte dei padroni di casa (22 punti, record del campionato), sembravano promettere una reazione biancoverde.
Non è così ed infatti, come si confà a un buon pugile, i Terrors continuano a colpire visto lo shock degli avversari. Prima una punizione di Ahmed spaventa, poi arriva il raddoppio. Al 66º una bella conclusione da fuori di Emmanuel Agyei si infila nell’angolino basso e non lascia scampo a Sinisalo. Il 2-0 con quasi mezz’ora di gioco non è una sentenza definitiva, ma il Celtic non pare avere la capacità di pungere, anzi quasi si affloscia su se stesso nonostante un possesso palla del 74%.
Il Dundee United, pragmatico e ben messo in campo, non vacilla nel finale e porta a casa uno scalpo prestigioso, dimostrando che paradossalmente i Terrors sembrano dare il meglio di sé quando l’avversario è blasonato.
O’Neill: “Siamo preoccupati, questa sconfitta non ci voleva”
Ai microfoni post partita si è così espresso Jim Goodwin: “Siamo felicissimi di vincere qualsiasi partita, ma vincere nel modo in cui abbiamo fatto questo pomeriggio è stato davvero piacevole. Quando batti il Celtic o i Rangers, i punti di discussione tendono a riguardare loro, ma la gente ha visto la partita, ed è stato innegabile che oggi noi eravamo la squadra migliore in campo. Siamo stati la squadra che ha creato il maggior numero di occasioni per tutto il pomeriggio.”
Diverso il tono di O’Neil, tecnico del Celtic: “Abbiamo fatto un sacco di possesso palla nel primo tempo. Sembrava che li avessimo schiacciati in area di rigore, ma non siamo riusciti a bucare la difesa. Hanno segnato il gol e meritavano di vincere la partita. Nel secondo tempo, probabilmente non ci siamo adattati alle condizioni di gioco. Certo, c’è preoccupazione. Certo, è una brutta botta per noi. Siamo stati sconfitti e con le partite che diminuiscono non possiamo davvero permetterci di farlo, ma ci siamo ancora dentro alla lotta per il titolo.”
Hearts e Rangers pronte al duello
Sugli altri campi pareggio a reti bianche tra Motherwell ed Hibs. Kilmarnock che batte 2-0 il derelitto Livingston, mentre gli Hearts trovano una pesante vittoria in dieci per 1-0 sul Dundee FC. St Mirren corsaro per 1-2 a Falkirk e Rangers a valanga sull’Aberdeen, battuto 4-1.