Se ne parlava da mesi, ma ora è ufficiale. A partire dalla stagione 2026/2027 i playoff di Championship saranno estesi a sei squadre, dalle quattro attuali. Così, dunque, anche la settima e ottava classificata al termine dela regular season potrà ambire alla finale di Wembley per realizzare il sogno della promozione in Premier League.
Ma era proprio necessario estendere i playoff (per ora solo) di Championship a sei squadre? La post season non era già abbastanza avvincente? Il calcio moderno semba non riuscire ad accontantarsi mai ed è sempre alla ricerca di nuovi metodi per aumentare i ricavi. Quello che colpisce è però la sfacciata ipocrisia dei vertici che mascherano bellamente il loro reale obiettivo, trincerandosi dietro concetti intrisi di qualunquismo.
Le ragioni per cui estendere i playoff di Championship è la scelta giusta
Di un’estensione dei playoff di Championship a sei squadre, coinvolgendo dunque anche la settima e ottava classificata al termine della regular season, si parlava da molto tempo. Un’accelerazione c’è stata a settembre 2025, poi la votazione (una formalità) agli inizi di marzo. Il fronte di chi è favorevole a questa modifica si appella al fatto che garantire anche all’ottava classificata l’accesso ai playoff mantiene vivo l’interesse oltre ad aiutare quelle squadre che non hanno un parco giocatori ampio per rosa corta o per infortuni.
Altri ancora sostengono che in questo modo, anche le squadre che a gennaio si trovano lontano dalle prime sei posizioni, hanno tutto l’interesse a disputare al meglio il finale di stagione, rendendo così interessante anche la lotta alla promozione diretta. oggi invece, chi si trova in quelle posizioni, tende più che altro a conservare la posizione, senza osare.
Le ragioni per cui estendere i playoff di Championship è la scelta sbagliata
Il fronte dei contrari, invece, pone al centro del loro credo la questione di “verdetto del campo”. Le voci che si oppongono all’allargamento dei playoff di Championship hanno come teoria quella secondo cui dare anche solo una possibilità ad una squadra con 20 o 25 punti in meno della terza classificata equivalga ad annullare le differenze di una stagione intera in modo unilaterale. A queste poi, si aggiungono le considerazioni di un player particolarmente interessante: la Premier League.
La preoccupazione dei vertici del calcio inglese è che vedere promossa in massima serie una squadra classificatasi ottava richierebbe di avere solo l’effetto di diminuire il valore complessivo della competitività.
In sintesi…era proprio necessario?
Le ragioni di chi è favorevole o contrario all’estensione dei playoff di Championship dalle attuali quattro a sei squadre hanno tutte profili condivisibili. Questa scelta, però, non appare valida nella prospettiva di una pura valorizzazione di questo torneo. Abbiamo più volte visto, infatti, come le squadre che dominano il campionato, vincendolo a volte con margini e prestazioni quasi imbarazzanti rispetto alle avversarie, facciano un’enorme fatica a misurarsi con i giganti della Premier League, rimediando brutte figure o – vedi il caso Luton – contraccolpi che causano danni sportivi non di poco conto.
Già nell’aprile 1986, la novità dei playoff fu accolta con un certo scetticismo. Ritrovare in First Division una squadra che aveva accumulato così tanto distacco rispetto alle prime posizioni in classifica non veniva vista come una soluzione equa. L’idea si rivelò però un successo e con l’aumentare degli incassi, anche i più scettici si convinsero. Oggi non ci sembra fosse necessario estendere i playoff ad altre due squadre eppure scommettiamo che, ora come allora, anche i più scettici si convinceranno.