Il presidente del Portsmouth Football Club, Michael Eisner, ha lanciato un severo monito riguardo al futuro finanziario della Championship, evidenziando come l’intero campionato di seconda serie inglese stia attraversando una crisi economica senza precedenti. Questa preoccupazione arriva in seguito alla recente pubblicazione dei bilanci di diversi club, tra cui lo stesso Portsmouth, che ha registrato una perdita significativa nonostante la crescita dei ricavi.
Il monito di Michael Eisner sul futuro della Championship
L’84enne Michael Eisner, noto per il suo passato come amministratore delegato della Walt Disney Company dal 1984 al 2005, ha sottolineato come la disparità economica tra la Premier League e i club della Championship stia creando un sistema insostenibile. Secondo Eisner, la ricchezza della massima serie inglese nasconde le difficoltà finanziarie che affliggono i livelli inferiori, rischiando di far collassare il sistema calcistico inglese sotto il peso delle perdite continue.
Nel dettaglio, tutti i 24 club della Championship hanno chiuso il 2023-24 con un bilancio in rosso, accumulando una perdita operativa combinata di 411 milioni di sterline. Il Portsmouth ha riportato un deficit di 4,36 milioni di sterline per l’anno finanziario 2024-25, una cifra relativamente contenuta se confrontata con i 41,7 milioni di sterline di Hull City o i 21,6 milioni di Coventry City, ma comunque indicativa di un trend preoccupante.
Eisner ha dichiarato: «Se le autorità che gestiscono la piramide calcistica inglese non intervengono rapidamente per rendere il sistema più sostenibile, assisteremo a una vera e propria catastrofe, dove solo la Premier League potrebbe sopravvivere». Ha inoltre proposto l’introduzione di controlli più efficaci sui costi salariali dei giocatori, una distribuzione più equa dei ricavi mediatici e una commercializzazione più avanzata dei diritti di trasmissione e streaming, in linea con le migliori pratiche internazionali.
Le difficoltà economiche di Portsmouth e la dipendenza dagli investimenti della famiglia Eisner
Portsmouth, città portuale dell’Hampshire con una storia millenaria, è tornata in Championship dopo la promozione e ha quasi raddoppiato il fatturato a 24,5 milioni di sterline, ma gran parte di questi ricavi sono stati assorbiti dall’aumento dei costi della rosa. La squadra lotta per mantenere la categoria e dipende fortemente dal sostegno finanziario della famiglia Eisner, che ha investito complessivamente 54 milioni di sterline nel club dal 2017.
Andrew Cullen, CEO del Portsmouth, ha spiegato a BBC Radio Solent che solo nella prima metà della stagione 2025-26 sono stati necessari 9 milioni di sterline in più da parte dei proprietari per aumentare il budget dei giocatori. Inoltre, per far fronte alle esigenze finanziarie, il club ha avviato un passaggio da investimenti in capitale azionario a prestiti concessi dalla famiglia Eisner, una strategia che suscita qualche preoccupazione nei tifosi ma che, secondo Cullen, non comporta rischi immediati perché non sono previsti rimborsi a breve termine.
Proposte di riforma e il contesto più ampio della Championship
La Championship si appresta a votare nuove regole sul controllo dei costi salariali per la stagione successiva, che limiterebbero le spese per giocatori, allenatori e agenti all’85% dei ricavi dei club. È anche prevista una soglia massima di 33 milioni di sterline in investimenti da parte degli azionisti nel triennio, con un limite annuale di 15 milioni. Queste misure mirano a mitigare la spirale di perdite che sta colpendo quasi tutti i club della categoria.
L’allarme lanciato da Eisner riflette una realtà condivisa da molti dirigenti: il campionato di seconda serie inglese si trova in un momento critico, dove il modello di business attuale appare insostenibile senza un intervento strutturale e una riforma profonda della distribuzione delle risorse. Portsmouth e altri club storici rischiano di pagare un prezzo altissimo, con ripercussioni non solo economiche ma anche sociali per le comunità locali legate al calcio.