Il Tottenham attraversa una fase critica sotto la guida del nuovo allenatore Igor Tudor, che ha definito la situazione della squadra “emergenziale”, pur garantendo con decisione che il club londinese eviterà la retrocessione dalla Premier League. Tudor, noto per le sue capacità di intervento rapido in club in difficoltà come Udinese, Verona e Juventus, si prepara a debuttare domenica prossima nel delicato derby casalingo contro l’Arsenal, attuale leader della Premier League ma in netta flessione.
Una sfida difficile in un momento critico
Con soli tredici giocatori senior disponibili a causa di numerosi infortuni, Tudor ha sottolineato la qualità dell’organico a sua disposizione: “Quello che ho visto questa settimana è stata la qualità dei giocatori. Abbiamo una rosa con enorme talento.” Contrattualizzato fino a fine stagione dopo l’esonero di Thomas Frank, il tecnico croato ha espresso una fiducia assoluta nella salvezza degli Spurs. “Al 100% credo che la squadra si salverà”, ha ribadito con fermezza.
Tuttavia, Tudor ha chiarito che l’obiettivo immediato non è rispecchiare le tradizioni offensive del club, ma adattarsi rapidamente a una condizione di emergenza: “Quando inizi la preparazione pre-campionato con solo venti giocatori e hai 50 giorni per farlo, si può vedere lo stile di gioco. Ma questa è un’emergenza, dobbiamo trovare rapidamente ciò che funziona per i dieci più tre giocatori disponibili. È una situazione totalmente diversa.”
Il tecnico ha confessato di non seguire le classifiche di campionato, preferendo concentrarsi sul lavoro quotidiano: “Quando alleno, non guardo mai la classifica. È un processo. Domenica, credo vedremo qualcosa di concreto, qualcosa che piacerà al pubblico.”
Il derby contro l’Arsenal: un test decisivo
Domenica si prospetta un confronto cruciale con l’Arsenal, che quest’anno ha vinto solo tre delle otto partite di campionato disputate nel 2026, offrendo agli Spurs l’opportunità di infliggere un duro colpo ai rivali e avvicinarsi alla salvezza. Tudor ha espresso grande rispetto per il tecnico avversario Mikel Arteta, definendo la sua squadra “una delle migliori al mondo per stile di gioco e mentalità, con undici giocatori dietro la palla e un pressing efficace dalla difesa”. Riconosce così la difficoltà della sfida ma non esclude sorprese: “Forse non siamo al meglio in questo momento, ma nel calcio non si può mai sapere.”
L’allenatore croato ha ribadito il suo impegno totale: “Non sono venuto qui per visitare la città, ma per fare un lavoro in un momento molto difficile per questo club. Lavoriamo ogni giorno, come tutti gli allenatori. Ogni giorno, con concentrazione totale, vivendo questo lavoro 24 ore su 24. Anche quando esco, al ristorante o al museo, penso a come far giocare meglio la squadra. È un mestiere strano.”
Un nuovo staff e una filosofia italiana-croata
Accanto a Tudor, che si affaccia per la prima volta in Premier League dopo esperienze in Serie A con quattro club, a Marsiglia, Galatasaray e Hajduk Split, lavoreranno Bruno Saltor – ex allenatore a Brighton, Chelsea e West Ham – e Tomislav Rogic come preparatore dei portieri, oltre a Riccardo Ragnacci nel ruolo di preparatore fisico, tutti collaboratori già affiancati dal tecnico in precedenti incarichi.
Tudor ha sottolineato la sua formazione calcistica mista, italiana e croata, che definisce un valore aggiunto: “Credo molto negli allenatori italiani. Mi sento metà italiano e metà croato per quanto riguarda l’educazione calcistica, perché ho giocato in Italia. Il calcio italiano ti dà qualcosa che forse altri campionati non offrono, soprattutto in termini di preparazione tattica e mentalità, che ritengo siano le migliori.”
Il tecnico ha evidenziato la necessità di trasformare in fretta il gruppo in una squadra coesa: “Dobbiamo diventare un team, un gruppo di persone disponibili a dare qualcosa in più, che non pensino solo a se stessi, ma anche ai compagni. Non parlo mai di risultati o di obiettivi stagionali perché non ci credo. Credo solo nell’allenamento di oggi, è su questo che voglio che i giocatori si concentrino.”
Con una stagione che si avvia verso la fase decisiva, la guida di Tudor rappresenta una scommessa per il Tottenham, chiamato a superare una crisi profonda con un mix di pragmatismo tattico e rinforzata mentalità di squadra.

