Il Tottenham sta attraversando una delle fasi più delicate della sua storia recente in Premier League. Con appena dodici partite rimaste alla fine del campionato e una posizione di classifica complicata, il club londinese ha deciso di affidarsi nuovamente a Igor Tudor, ex allenatore di squadre come Marsiglia, Lazio e Juventus, per tentare una svolta decisiva. L’ex difensore croato, ha rilasciato dichiarazioni cariche di fiducia e determinazione, indicando chiaramente la strada verso la salvezza e un possibile progetto a lungo termine.
Igor Tudor e la sfida per la salvezza del Tottenham
Dopo l’esonero di Thomas Frank l’11 febbraio, Tudor ha subito preso la parola nella sua prima conferenza stampa ufficiale da allenatore del Tottenham. Il tecnico, 47 anni, ha voluto sottolineare la sua totale convinzione nel mantenere la squadra nella massima divisione inglese: “Sono convinto al 100% che ci salveremo“, ha affermato con decisione. Attualmente il Tottenham occupa il 16° posto in classifica, a soli cinque punti dalla zona retrocessione, con West Ham che lotta per non scendere in Championship.
Nonostante il rendimento altalenante in campionato, Tudor ha messo in luce elementi positivi presenti nella rosa: “Non si tratta solo di schemi tattici, ma di costruire un vero gruppo che si sostenga a vicenda. Questa è la base. Solo così può emergere la qualità, e per me questa squadra ha qualità e potenzialità fisiche per correre e lottare”, ha spiegato il tecnico croato, che durante la carriera da giocatore ha vestito anche la maglia della Juventus e della nazionale croata.
Una situazione complicata ma con spirito di rinascita
Il Tottenham ha vissuto un periodo molto difficile dall’inizio della stagione, vincendo solo due partite su diciassette nel campionato inglese da novembre in poi, con sei pareggi e nove sconfitte. Il successo più recente risale al 28 dicembre contro il Crystal Palace, un 1-0 che però non ha dato continuità ai risultati. Nel 2026, la squadra ha raccolto appena quattro punti su 24 disponibili, un dato che evidenzia la crisi di risultati.
Il club londinese ha però mantenuto una presenza costante nella Premier League, tranne che nella stagione 1977-78, quando militò nella vecchia Second Division. Questo dato storico fa capire quanto sia importante per la società e i tifosi evitare una retrocessione che sarebbe traumatica.
Tudor non nasconde le difficoltà attuali, citando anche una vera e propria emergenza infortuni: “Abbiamo dieci giocatori fuori per infortunio e in allenamento ci siamo ritrovati con solo tredici elementi disponibili. È una situazione molto rara e rende la sfida ancora più complessa”, ha ammesso il tecnico.
Il debutto contro l’Arsenal e la mentalità come chiave del riscatto
Il primo banco di prova per Tudor sarà la sfida casalinga contro l’Arsenal, la squadra rivale più accesa e attuale capolista della Premier League. Nonostante l’emergenza, il tecnico ha rimarcato l’importanza della mentalità: “Il mio obiettivo primario è che questa squadra diventi un vero gruppo, che sappia soffrire, lottare e correre. Il punto di partenza è sempre la mentalità giusta”.
L’approccio di Tudor appare pragmatico e focalizzato sulla costruzione di un’identità forte e collettiva, più che su sistemi di gioco rigidi. Questa visione può rappresentare un cambio di passo rispetto alla gestione precedente, cercando di valorizzare le qualità individuali all’interno di un contesto di squadra unito e determinato.
Con Tudor, il Tottenham punta non solo a evitare l’incubo retrocessione, ma forse a impostare un progetto più solido e duraturo. Il tecnico croato, fresco di esperienza in Serie A e Ligue 1, sembra pronto a imprimere un nuovo carattere a un club che ha bisogno di ritrovare fiducia e continuità in un campionato sempre più competitivo.
