La pesante sconfitta del Tottenham nel derby del Nord di Londra contro l’Arsenal ha tolto ogni illusione: la crisi è ormai un dato di fatto. La squadra guidata da Igor Tudor naviga in acque pericolose. Dopo il 4-1 incassato tra le mura di casa, gli Spurs restano a soli quattro punti dalla zona retrocessione in Premier League. Il dato più allarmante riguarda la forma: nessuna vittoria in campionato nel 2026 e appena due successi dal 26 ottobre 2025. Peggio ha fatto soltanto il Wolverhampton, ultimo in classifica. Il Tottenham, attualmente sedicesimo, mostra numeri da retrocessione.Tudor deve gestire una lista infortuni pesantissima, preparare l’ottavo di finale di Champions League e allo stesso tempo dare un’identità nuova alla squadra. Una missione davvero molto complessa, mentre lo spettro della Championship torna a sempre più minaccioso.
Dal 1950 gli Spurs hanno lasciato la massima serie una sola volta, nella stagione 1977-78. Evitare assolutamente che la storia si ripeta oggi rappresenta molto più di un obiettivo sportivo: è una necessità prioritaria.
Premier League: il Tottenham vuole salvarsi
Nelle restanti 11 gare di Premier League, il Tottenham farà visita ai Wolverhampton e ospiterà avversarie dirette come Crystal Palace, Brighton, Nottingham Forest e Leeds United. Sfide che, sulla carta, rappresentano scontri salvezza davvero decisivi. Il problema è Il Tottenham Hotspur Stadium racconta un’altra storia. Con appena due vittorie e 10 punti su 42 disponibili, solo i Wolves hanno peggio in casa. Un dato che mina le certezze proprio nelle partite che dovrebbero offrire l’occasione per invertire la rotta. Secondo le stime di Opta Sports, le probabilità di retrocessione si fermano al 4,84%. Una percentuale bassa, ma che non cancella la tendenza: dalla vittoria contro l’Everton del 26 ottobre, gli Spurs hanno raccolto appena 0,67 punti a partita.
Se il Tottenham non riuscirà a invertire la rotta, la proiezione parla di soli altri sette punti fino al termine della stagione: la quota 36 all’ultima giornata. Un bottino che potrebbe non essere sufficiente per garantire la permanenza e che trasformerebbe una stagione difficile in una delle più amare della storia recente del club.
Premier League: le retrocessioni più sorprendenti
L’espressione “troppo bello per essere perso” accompagnò spesso il Nottingham Forest nell’agosto 1992 quando vinse la prima partita della neonata Premier League trasmessa in diretta tv contro il Liverpool. Quel Forest, due volte campione d’Europa, schierava ancora nomi importanti come Stuart Pearce, Roy Keane, Steve Stone e Nigel Clough. La squadra retrocesse proprio nell’ultima stagione del leggendario tecnico Brian Clough, chiudendo un’epoca storica nel modo più amaro possibile..
Anche altri club di alto profilo hanno fatto la stessa caduta. Giocatori di spessore come Fabricio Coloccini, Obafemi Martins, Michael Owen, Damien Duff e Nicky Butt facevano parte del Newcastle United retrocesso nella stagione 2008-09. Un elenco di nomi davvero importanti che, sulla carta, non lasciava presagire un epilogo così amaro. Anche nel 2015-16 le Magpies sembravano attrezzate per restare in Premier League: in rosa figuravano AleksandarMitrović, Georginio Wijnaldum e Andros Townsend. Nonostante tutto ancora una volta, il talento individuale non bastò a evitare la retrocessione. In quella stagione il Newcastle United scese di categoria insieme a un’altra big l’Aston Villa, protagonista di un crollo verticale.
La lezione sembra abbastanza chiara: nella lotta salvezza i grandi nomi contano poco. Quando una squadra finisce nelle sabbie mobili della zona retrocessione, la pressione azzera le gerarchie. La storia recente offre altri illustri esempi. Lo Sheffield Wednesday non ha più ritrovato stabilità dopo aver lasciato la massima serie nel 2000. Il Leeds United, campione d’Inghilterra nel 1992, è precipitato fino alla terza divisione. E il Blackburn Rovers, vincitore della Premier League nel 1994-95, oggi lotta per difendere il proprio status in Championship. Nel calcio inglese, il passato glorioso non garantisce immunità. Quando la spirale diventa negativa, anche le storie più nobili rischiano di piegarsi.





