Una vera e propria partita alla vecchia maniera quella andata in scena a Blundell Park nel terzo turno della FA Cup tra il Grimsby Town, squadra di League Two, e i Wolverhampton Wanderers, club di Premier League. Le condizioni del campo, trasformato in un autentico pantano, hanno reso la sfida un “throwback” al calcio tradizionale, con entrambi gli allenatori concordi nel definire l’incontro un ritorno a un’epoca passata del torneo.
Una battaglia sul campo reso impraticabile dalla pioggia
Il terreno di gioco, già prima del calcio d’inizio, si presentava come una palude a causa delle continue piogge lungo la costa est inglese. Il pallone si muoveva in modo imprevedibile sulla superficie intrisa d’acqua, con i giocatori costretti a scivolare più del previsto e le linee del campo quasi illeggibili nel fango. Tali condizioni hanno reso impossibile sviluppare un calcio tecnico e spettacolare, limitando le ambizioni di entrambi gli schieramenti.
Nonostante ciò, la gara ha offerto immagini suggestive, che richiamano alla mente le caratteristiche storiche e l’autenticità della FA Cup, competizione che da sempre celebra le sfide tra club di diversa categoria in contesti spesso difficili. Tuttavia, non si è assistito al classico “upset” con la squadra di categoria inferiore a prevalere: i Wolves, pur in difficoltà in Premier League, hanno trovato il gol decisivo con l’unico tiro in porta della partita, conquistando il pass per gli ottavi di finale.
Le parole dei protagonisti: tra realismo e spirito combattivo
Il tecnico del Grimsby Town, David Artell, ha definito la partita “una vera sfida di coppa alla vecchia maniera”, sottolineando come la sua squadra abbia limitato i campioni di Premier League a un solo tiro in porta, finito però in rete. “Abbiamo giocato bene nonostante le condizioni terribili – ha detto Artell a TNT Sports – il campo ha condizionato in parte la gara, è stato un ritorno al passato”.
Dall’altra parte, l’allenatore dei Wolves, Rob Edwards, ha espresso soddisfazione per la tenacia mostrata dai suoi, che hanno saputo mettere da parte le difficoltà del campionato per raggiungere l’ultimo sedicesimo di finale. “Ho ribadito l’importanza di affrontare questo tipo di trasferte con la giusta mentalità – ha spiegato Edwards – ma nessuna parola poteva preparare i ragazzi a una realtà così dura”. L’allenatore 43enne ha scherzato sul carattere “aggressivo” della partita, fatta di colpi di testa e tentativi lunghi, un vero e proprio richiamo al calcio più diretto e combattuto.
Il portiere dei Wolves, Sam Johnstone, che ha vissuto l’esperienza di molti campi fangosi nelle leghe inferiori inglesi, ha dichiarato: “Il freddo, la pioggia e il fango hanno reso tutto difficile, ma la squadra ha reagito bene. Personalmente, questo tipo di condizioni mi piace, anche se pochi compagni hanno esperienza in questi contesti. Il nostro cammino in campionato non è stato brillante, ma una buona corsa in FA Cup sarebbe fantastica per noi e per i tifosi”.
Prospettive future e il prossimo ostacolo per i Wolves
Nonostante la crisi in Premier League con una sola vittoria in 26 partite, i Wolves hanno allungato la loro partecipazione alla FA Cup fino a marzo con due successi consecutivi contro squadre di League Two. Edwards spera che la competizione possa regalare qualche soddisfazione ai tifosi, dato che la retrocessione in Championship sembra ormai inevitabile.
Il prossimo impegno, in programma mercoledì, vedrà i Wolves affrontare la capolista della Premier League, l’Arsenal, in casa, su un terreno di gioco sicuramente più favorevole rispetto al “campo da bowling” che avrebbe preferito anche Artell, che ha ricordato come il suo Grimsby Town avesse sorpreso il Manchester United in League Cup proprio su un terreno di qualità superiore.
Il tecnico dei Mariners, sulla scia di un’imbattibilità che dura da dieci partite, ha evidenziato la sfortuna di non aver concretizzato le occasioni create nel finale: “Preferiamo giocare su un campo migliore. Abbiamo limitato una squadra di Premier League a un solo tiro in porta, ma non è bastato. Sono stati dettagli a decidere”.
La partita di Blundell Park rimarrà un esempio di come la FA Cup continui a celebrare le sue radici, con sfide che vanno oltre la tecnica e la tattica, facendo emergere la forza mentale e la capacità di adattarsi a ogni tipo di avversità.




