La stagione del Chelsea continua ad essere segnata da difficoltà significative, in particolare a Stamford Bridge, dove la squadra ha faticato a mantenere la propria solidità, pagando un prezzo alto in termini di punti persi e comportamenti disciplinari. Alla guida della squadra c’è l’allenatore inglese Liam Rosenior, subentrato a Enzo Maresca all’inizio del 2026 con un contratto fino al 2032, chiamato a risollevare le sorti di una delle squadre più blasonate della Premier League.
Problemi di disciplina e rendimento casalingo
Il Chelsea ha accumulato finora ben 17 punti persi in casa, il maggior numero in Premier League in questa stagione, un dato che evidenzia la difficoltà della squadra nel capitalizzare i vantaggi sul proprio terreno. La partita più recente contro il Burnley ha ulteriormente sottolineato questo trend, con l’1-1 firmato al 93° minuto dagli ospiti, che ha portato i Blues a detenere il primato negativo per punti bruciati in casa.
Un’altra questione critica riguarda le espulsioni, con il Chelsea che ha già collezionato sei cartellini rossi, il numero più alto nel campionato attuale. L’ultima espulsione, quella di Wesley Fofana al 72° minuto contro il Burnley, ha contribuito al crollo della squadra dopo il vantaggio firmato da João Pedro. Rosenior ha descritto la situazione con la metafora di aver “dato fuoco a quattro punti”, riferendosi al pareggio 2-2 contro il Leeds nella partita precedente, in cui la squadra aveva mostrato segnali di cedimento simili.
Il tecnico ha sottolineato come la squadra debba migliorare soprattutto nella gestione delle situazioni difficili, chiedendo ai suoi giocatori di dimostrare maggiore affidabilità e responsabilità nei momenti chiave. Nonostante la giovane età media della rosa, con un’età media di 23,4 anni e nessun giocatore sopra i 28 anni schierato in questa stagione, Rosenior non attribuisce questa difficoltà esclusivamente all’inesperienza, ma piuttosto alla necessità di individuare i leader in campo e valutare chi possa garantire solidità nei momenti complicati.
Il profilo di Liam Rosenior e la sua missione a Chelsea
Nato a Londra nel 1984, Liam James Rosenior ha intrapreso la carriera di allenatore dopo aver concluso quella da calciatore nel 2018. Difensore di ruolo, ha militato in club come Bristol City, Fulham, Reading, Hull City e Brighton & Hove Albion, totalizzando quasi 400 presenze in campionati professionistici. Dopo esperienze da vice allenatore, Rosenior ha guidato l’Hull City e poi lo Strasburgo, club francese con la stessa proprietà del Chelsea, raggiungendo un settimo posto in Ligue 1 e una qualificazione alla UEFA Conference League, dimostrando capacità di crescita e gestione di squadre giovani.
Il 6 gennaio 2026 è stato ufficializzato come nuovo tecnico del Chelsea con un contratto fino al 2032, un segnale di fiducia a lungo termine da parte della società guidata da Todd Boehly. Al suo debutto in FA Cup contro il Charlton, Rosenior ha ottenuto una vittoria netta (1-5), dimostrando subito la sua capacità di imprimere una scossa positiva alla squadra.
Il 41enne allenatore ha dichiarato di essere “estremamente onorato e orgoglioso” e ha promesso di lavorare con determinazione per riportare il Chelsea a vincere trofei e competere ai massimi livelli. La sua missione è chiara: proteggere l’identità del club e costruire una squadra che rifletta i valori storici dei Blues.
Le sfide tattiche e mentali dei Blues
Oltre alla disciplina, il Chelsea deve ancora lavorare su aspetti difensivi cruciali, in particolare nella gestione delle situazioni da palla inattiva. La squadra ha concesso il maggior numero di expected goals da calci piazzati (13,54), subendo 11 gol in questa circostanza, dato che evidenzia una vulnerabilità tattica da correggere rapidamente. Questo è stato evidente anche nel pareggio contro il Burnley, dove un colpo di testa libero di Zian Flemming ha portato al gol del pareggio.
Un’altra sfida riguarda la capacità di chiudere le partite: il Chelsea ha perso ben 17 punti da situazioni di vantaggio interno, seconda solo al West Ham in Premier League, con un evidente problema di tenuta mentale e di leadership in campo, aspetto cruciale soprattutto in una squadra molto giovane. Rosenior ha confermato di ritenere la presenza di leader in squadra adeguata, ma ha rimarcato l’importanza di “valori” e di saper vincere anche quando la prestazione non è al massimo, come dimostrano i pareggi evitabili nelle ultime settimane.
Il momento attuale è complesso e segna la fine di un breve periodo di calma a Stamford Bridge, dove la tifoseria ha manifestato il proprio malcontento con fischi e cori contro la proprietà. La trasferta con Arsenal, Aston Villa e Newcastle si profila come un banco di prova decisivo per la crescita di Rosenior e del suo Chelsea, chiamato a invertire la rotta per ambire ancora a traguardi importanti in Premier League e nelle competizioni europee.