Con l’avvicinarsi del mese sacro del Ramadan, il calcio inglese conferma l’adozione delle pause dedicate al digiuno durante le partite in tutte le categorie professionistiche. Come negli anni precedenti, sia Premier League che English Football League si preparano a rispettare le esigenze dei calciatori e degli arbitri di fede musulmana, consentendo brevi interruzioni nel gioco per permettere loro di interrompere il digiuno quotidiano al tramonto.
Il Ramadan nel calcio inglese: cosa prevede il protocollo
Il Ramadan inizia quest’anno il 10 marzo e si protrae per circa un mese. Durante questo periodo, i musulmani osservano un digiuno rigoroso dall’alba al tramonto, astendosi da cibo, bevande e altre pratiche. Nel Regno Unito, l’orario del tramonto varia tra le 17:00 e le 19:00 GMT, e pertanto le partite che potrebbero prevedere una pausa per il digiuno sono principalmente quelle che iniziano alle 17:30 del sabato e alle 16:30 della domenica.
Secondo il protocollo adottato, i capitani delle squadre insieme agli ufficiali di gara individueranno un momento naturale durante la partita per sospendere il gioco, generalmente durante un calcio d’angolo, una rimessa laterale o una punizione, evitando l’uso della pausa come tempo per idratarsi o per tatticismi. La decisione e la tempistica della sospensione vengono concordate prima dell’incontro per garantire il rispetto delle esigenze religiose senza interferire con il flusso del gioco.
Questa pratica ha avuto origine nel 2021, quando per la prima volta una partita di Premier League tra Leicester City e Crystal Palace fu temporaneamente sospesa per consentire ai giocatori Wesley Fofana e Cheikhou Kouyate di reintegrare liquidi ed energia con bevande e gel specifici. Da allora, il protocollo è stato ripetuto con successo, dimostrando attenzione e inclusività verso i calciatori musulmani.
L’importanza del Ramadan per i calciatori musulmani
Il digiuno durante il Ramadan rappresenta uno dei cinque pilastri fondamentali dell’Islam, con un significato spirituale profondo. I calciatori musulmani della Premier League, tra cui nomi di primo piano come Mohamed Salah, William Saliba, Rayan Ait-Nouri e Amad Diallo, osservano questa pratica con dedizione, trovando nel supporto delle squadre un elemento fondamentale per conciliare fede e prestazioni sportive.
Abdoulaye Doucouré, centrocampista del Neom e noto per la sua rigorosa osservanza del Ramadan, ha spiegato in un’intervista recente: «In Premier League puoi seguire la tua fede liberamente. Non c’è mai nulla che vada contro la tua religione, ed è fantastico». Doucouré ha inoltre raccontato come, durante il Ramadan, anche gli allenamenti non cambiano, ma il club si impegna a fornire pasti halal adeguati e a organizzare l’alimentazione in modo da rispettare il digiuno. «Non salto mai un giorno di digiuno, è diventato normale e facile per me», ha aggiunto.
Anche il Liverpool, nel 2022, ha adattato i programmi di allenamento per supportare i propri giocatori musulmani durante il mese sacro, dimostrando come le società calcistiche inglesi stiano progressivamente abbracciando la diversità culturale e religiosa delle loro rose.
Ramadan: tradizione e calendario lunare
Il Ramadan è il nono mese del calendario islamico, che si basa sulle fasi lunari, facendo sì che la data di inizio cambi ogni anno rispetto al calendario gregoriano. Nel 2024, ad esempio, è iniziato il 10 marzo e si è concluso il 9 aprile, ma questa variabilità significa che il Ramadan può cadere in periodi diversi dell’anno solare, influenzando la durata del digiuno soprattutto nelle regioni con lunghe giornate di luce.
Durante il mese, il digiuno è interrotto al tramonto con un pasto chiamato iftar, tradizionalmente iniziato consumando datteri e acqua, come suggerito dalla tradizione profetica. Prima dell’alba, invece, si consuma il suḥūr, pasto che prepara i fedeli alla giornata di astinenza.
La pratica del digiuno ha anche un valore sociale e spirituale, promuovendo autodisciplina, empatia verso i più bisognosi e un rafforzamento del senso di comunità. Nel calcio inglese, la sensibilità verso queste tradizioni si traduce in gesti concreti come le pause durante le partite, che rispettano la fede dei calciatori senza compromettere la competizione.
In un contesto sportivo sempre più globale e multiculturale, la conferma di queste pause testimonia la volontà del calcio inglese di essere inclusivo e rispettoso delle diverse identità dei suoi protagonisti, valorizzando al contempo la loro professionalità e il loro impegno in campo.
