giovedì 28 aprile 2016

[APPROFONDIMENTO] La strage di Hillsborough, 27 anni fa

Una delle più grandi tragedie nella storia del calcio d'Oltremanica: 96 tifosi del Liverpool morirono schiacciati contro le transenne o calpestati. Il dramma cambiò il corso della storia del calcio inglese. Il 26 aprile 2016 la sentenza che ristabilisce la verità.






Ventisette anni fa, il 15 aprile 1989, all’interno dello stadio Hillsborough di Sheffield, scelto per ospitare la semifinale di FA Cup tra Liverpool e Nottingham Forest, si verificò una delle stragi più sanguinose della storia del calcio: 96 tifosi del Liverpool morirono schiacciati a causa di una cattiva gestione delle entrate nell'impianto.

Il fenomeno hooligans in quella circostanza non ebbe alcuna responsabilità e per venti anni la dinamica dei fatti venne nascosta. Ma da quel momento il calcio in Inghilterra e nel Regno Unito cambiò radicalmente, con la creazione di nuovi impianti più sicuri, puliti e confortevoli.

Nel 2012, a più di vent’anni dalla strage, una commissione governativa indipendente ammise le cause dell’incidente e raccontò le molte responsabilità della polizia e dei soccorsi.

Il disastro di Hillsborough venne attribuito all'inadeguatezza e sicurezza nell'impianto, pessima gestione dell'ordine pubblico da parte della polizia e alle recinzioni in ferro che separavano le tribune dal campo di gioco.

I fatti accertati

Il 15 aprile 1989, si giocava Liverpool-Nottingham Forest e come da regolamento in campo neutro. L'impianto designato per ospitare la semifinale era lo Stadio di Hillsborough, a Sheffield, nel South Yorkshire, città operaia di minatori. 
Si sfidavano due delle squadre inglesi più forti all'epoca: i Reds guidati da Kenny Dalglish e il Forest di Brian Clough. Per diverse stagioni si contendevano campionati, coppe nazionali e la Coppa dei Campioni, come nell'edizione del 1978/79.
Ironia della sorte, l'anno prima le due formazioni si erano già incontrate in semifinale nello stesso stadio.

Era una partita importante, e come tale erano previste migliaia di tifosi di entrambe le squadre, in un periodo storico in cui le squadre inglesi erano state squalificate dalle competizioni europee, in seguito alla strage dell'Heysel del 1985
Circa mezz’ora prima del fischio d'inizio della partita, previsto per le quindici, molti tifosi provenienti da Liverpool stavano ancora aspettando di entrare allo stadio nei due settori della curva, il numero 3 e 4, a loro riservati. I due settori, dalla progettazione antica e non all'altezza di ospitare un evento di quella portata, potevano contenere solo 1.600 spettatori.

Molti si presentarono in ritardo, a causa dei lavori in corso sull'autostrada M62 che rallentarono l'afflusso di auto, tant'è che trenta minuti prima del fischio d'inizio la Leppings Lane appariva ancora non occupata dai sostenitori dei Reds.
A pochi minuti dal fischio d'inizio la polizia decise di aprire un cancello che di solito serviva a fare uscire i tifosi dallo stadio, il “Gate C”.




La decisione da parte di David Duckenfield e Bernard Murray, due ufficiali di polizia in servizio il giorno del disastro, si rivelò catastrofica: moltissimi tifosi, senza alcun controllo si riversarono nel tunnel che dal Gate C portava ai settori 3 e 4 e schiacciarono le persone già presenti all'interno dell'impianto, spingendole verso il basso contro la recinzione che separava gli spalti dal campo e verso le pareti laterali della tribuna. 
In pochi minuti, un totale di circa 3.000 persone occupò i settori 3 e 4
In molti, nel tentativo di salvarsi, provarono a scavalcare le recinzioni laterali, le famose fences, le grate con spunzoni voluti per aumentare la sicurezza dal governo Thatcher, che separavano il campo di gioco dal settore popolato dai tifosi che confinavano con i settori 1 e 5. Oppure tentarono di entrare direttamente in campo scavalcando la recinzione nella parte più bassa dei due settori.

A un certo punto crollò anche una transenna che separava la parte superiore dalla parte inferiore del settore: molta gente precipitò addosso a quelli che stavano sotto.
Qualcuno riuscì a salvarsi venendo tirato su a braccia verso il secondo piano della Lepping Lane.

A circa sei minuti dall’inizio della partita, mentre si scatenava il panico, alle ore 15:06, un poliziotto entrò in campo e ordinò all’arbitro Ray Lewis di sospendere la partita, mentre moltissimi tentavano ancora di scappare dai due settori arrampicandosi sulle recinzioni e di entrare in campo.

Le incredibili immagini televisive dell'epoca mostrano che molti tifosi improvvisarono delle barelle staccando alcuni cartelloni pubblicitari. Nonostante ci fossero molte ambulanze sul posto i soccorsi tardarono ad arrivare a causa del numero elevato di persone che occupava le vie di fuga. E non solo: i poliziotti, impauriti, compirono alcune cariche nel tentativo di disperdere i tifosi del Liverpool, pensando che le invasioni di campo fossero dovute a tentativi di atti violenti volti a turbare il regolare svolgimento dell'incontro. 
Le strazianti immagini furono trasmesse in diretta dalla BBC, tra lo sbigottimento dei telespettatori che volevano solo godersi un evento sportivo.

I numeri della strage

Quel pomeriggio il medico legale incaricato di riconoscere i corpi di decine di persone morte schiacchiate e soffocate dichiarò la morte per asfissia irreversibile di 94 persone.
Un ragazzo morì quattro giorni dopo in ospedale, e un'altra persona, nel 1993, dopo anni di coma. Rimasero ferite 800 persone, 200 in modo grave. Tutti tifosi dei Reds.

Tra i documenti secretati dal Governo, tra le oltre 164 falsificazioni accertate della polizia, si scopre che gli esami post mortem hanno smentito il parere del medico legale, e stabilito che 28 delle vittime non presentavano alcuna ostruzione cardiovascolare e 31 avevano il cuore e i polmoni ancora in funzione. Erano quindi tutti vittima di asfissia reversibile e si sarebbero potuti salvare.



La polizia non accertò l'accaduto

Dopo il disastro, la polizia inizia a depistare e insabbiare la verità. 
La strategia è semplice: accusano le vittime, sfruttando lo stereotipo del tifo violento da parte dei sostenitori del Liverpool e di quelli in generale. “Erano ubriachi, senza biglietti, violenti, ladri” affermarono. La polizia fece anche dei test sul sangue delle vittime (anche di ragazzini) e controllato la fedina penale dei morti. Cercavano di depistare tutto, anche accusando quelli che non c’erano più.

Il Sun

Quattro giorni dopo l’incidente, il 19 aprile del 1989, il tabloid “Sun” propose in prima pagina un titolo di due parole: “La verità”. Citando alcune presunte testimonianze di un anonimo agente di polizia e di un membro del partito conservatore, il tabloid accusava i tifosi del Liverpool di aver ostacolato i soccorsi, la polizia e i soccorritori e di avere derubato altri tifosi. 
Da quel giorno i tifosi del Liverpool, per protesta, attuarono un boicottaggio che dura ancora oggi.

Dopo molti anni il sito del Sun, il 12 settembre 2012, pubblicò un articolo ammettendo di aver riportato notizie errate nel 1989. Il 13 settembre in prima pagina aprì con un altro titolone “La verità reale”. James Murdoch, il figlio del magnate australiano Rupert Murdoch, l’allora responsabile esecutivo di News International, la società che controlla il Sun, chiese scusa per come il tabloid seguì all’epoca la vicenda.

Il rapporto che cambiò il calcio d'Oltremanica

La camera dei Lord assegnò pochi mesi dopo a Lord Peter Taylor of Gosforth, il Giudice dell'Alta Corte inglese, il compito di indagare sull'accaduto. 
Era l'ottava volta che venne deciso di svolgere delle indagini su incidenti all'interno degli stadi, ma questa volta tutto cambierà radicalmente.

Il famoso “rapporto Taylor” diffuse il 4 agosto 1989 i risultati dell'inchiesta: fu il primo a riconoscere la sciagurata gestione dell'emergenza da parte delle forze dell'ordine e a scagionare dalle accuse i tifosi del Liverpool da qualsiasi responsabilità.

Il rapporto definì gli attuali standard di sicurezza negli stadi inglesi.
Porterà al divieto dei posti in piedi (le tanto amate terraces da parte dei tifosi nostalgici), alla rimozione dei tornelli di sicurezza, delle fences, alla ristrutturazione obbligatoria degli stadi esistenti o alla costruzione di nuovi con soli posti a sedere, copertura e obbligo di revisione di tutti i certificati di sicurezza.

Inoltre, per migliorare il clima negli stadi, Taylor consigliò alla polizia di cambiare atteggiamento nei confronti dei tifosi.

La Commissione indipendente

Nel 2009, il governo inglese presieduto dal primo ministro Gordon Brown decise di formare una commissione indipendente, denominato “Hillsborough Independent Panel”, per studiare i documenti fino a quel momento secretati in possesso del governo.

La commissione fu presieduta dal vescovo di Liverpool James Jones e comprese, fra gli altri, un avvocato specializzato in diritti umani, la giornalista d’inchiesta Katy Jones e un criminologo. Dopo quasi tre anni e circa 450.000 documenti analizzati, la commissione confermò che le responsabilità dell’incidente furono in gran parte dovute alla cattiva gestione della polizia e all’inefficienza dei soccorsi. Nella relazione si afferma che 41 tifosi sui 96 morti potevano salvarsi se ci fosse stato un intervento più efficace dei soccorsi.

E fu così che il 12 settembre 2012 anche il primo ministro David Cameron, in carica dal 2010, si scusò a nome dello stato con le famiglie delle vittime, spiegando che "ciò che accadde quel giorno e da allora fu sbagliato".

Liverpool, 15 aprile, ore 15:06: si rispetta un minuto di silenzio

Ogni anno, alle 15:06, la città di Liverpool rispetta un minuto di silenzio.
Trasporti pubblici ed esercizi commerciali si fermano. Le campane presso il municipio vengono suonate 96 volte e nella cattedrale anglicana della città, durante il minuto di silenzio si celebra una funzione in ricordo delle vittime.


26.04.2016: la sentenza che ristabilisce la verità dopo quasi tre decenni di bugie, depistaggi, false accuse

Ventisette anni dopo si è conclusa l'inchiesta sulla strage di Hillsbrough.
La sentenza ha stabilito che la responsabilità fu della polizia.
Una strage evitabile, causata dalle inefficienze della forze dell'ordine e non da cause accidentali. E' questo l'esito dell'indagine governativa che ha definitivamente chiarito quanto accaduto quel giorno.

Al termine della prima inchiesta, conclusasi nel 1991, la giuria aveva stabilito che i tifosi erano morti accidentalmente, senza rilevare nessuna responsabilità da parte della polizia dello South Yorkshire. Una versione sempre contestata da parte dei familiari delle vittime.

Nel 2012 avevano avevano ottenuto una prima vittoria, con la pubblicazione di un rapporto compilato da un panel indipendente che smentiva la prima ricostruzione. Dopo aver ascoltato per oltre due anni, a partire dal 2014 gli elementi di quella che è stata l'inchiesta più lunga della storia giudiziaria inglese, la giuria di Warrington ha stabilito invece che ci furono errori della polizia nella pianificazione della sicurezza, come quello di far entrare all'interno della settore altri 3.000 sostenitori del Liverpool, che poi hanno causato la calca fatale.

La sentenza, assimilabile a quella di omicidio colposo ha chiuso l'inchiesta senza però imputati ed è stata accolta dai famigliari delle vittime con il coro più amato dai tifosi "You'll Never Walk Alone".



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