Pep Guardiola, allenatore del Manchester City, continua a suscitare dibattiti per la sua decisione di esprimere pubblicamente opinioni su conflitti internazionali. Recentemente, durante una conferenza stampa in vista della partita di Premier League contro il Liverpool, Guardiola ha ribadito il suo diritto di parlare apertamente delle sofferenze causate dalle guerre nel mondo, nonostante le critiche ricevute da alcune comunità.
Guardiola difende la sua libertà di espressione
Il tecnico spagnolo, 55 anni, ha spiegato con fermezza: “Perché non dovrei esprimere ciò che sento solo perché sono un allenatore?” Rivolgendosi ai giornalisti, ha sottolineato la volontà di usare la sua posizione per promuovere una società migliore. A suo dire, il silenzio imposto a personaggi pubblici come lui è un modo per mantenere il mondo in uno stato di indifferenza.
Nel corso della conferenza, Guardiola ha parlato del dolore che prova vedendo le immagini delle vittime, soprattutto bambini, nei conflitti attuali in Palestina, Ucraina, Sudan e perfino negli Stati Uniti, dove ha citato recenti sparatorie da parte degli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE). “Se muoiono innocenti, li condanno tutti allo stesso modo, senza fare distinzioni di nazionalità o rilevanza politica”, ha aggiunto.
Reazioni contrastanti dalla comunità e dai media
Le parole di Guardiola hanno raccolto reazioni contrastanti. Mentre molti tifosi e osservatori hanno elogiato il suo coraggio e la sua sensibilità, alcune rappresentanze della comunità ebraica di Manchester hanno criticato il tecnico, consigliandogli di “concentrarsi sul calcio” e di “usare un linguaggio più cauto in futuro”. Il Consiglio Rappresentativo Ebraico della Grande Manchester ha espresso disappunto per l’intervento del tecnico su temi internazionali, ritenendo che il club sia stato “deluso” da tale scelta.
Interpellato da BBC Sport, Guardiola non ha arretrato: “Onestamente non credo di aver detto nulla di speciale. È solo un sentimento umano”. A chi gli chiedeva se ora avrebbe evitato di parlare di questioni extra-calcistiche, ha risposto sarcastico, paragonando la sua situazione a quella dei giornalisti: “Se sei un giornalista sportivo, non puoi parlare di economia, giusto? E allora, se fai parte del calcio, non puoi parlare di altro? È proprio così che il mondo rimane in silenzio.”
Dal 2016 pep Guardiola guida il Manchester City, club con cui ha conquistato ben sei Premier League, quattro League Cup, due FA Cup e, nel 2023, la UEFA Champions League, traguardo storico per il club. Con oltre 40 trofei vinti come allenatore, Guardiola è il secondo più vincente della storia, dietro solo ad Alex Ferguson.