martedì 5 luglio 2016

[NEWS] Lo Special One si presenta: "Vogliamo vincere tutto"

NEL GIORNO DELLA SUA PRESENTAZIONE, MOURINHO SPIEGA QUALI SARANNO I SUOI OBIETTIVI: “A LUGLIO 2017 DOVREMO PENSARE ALLA CHAMPIONS E NON A PREPARARE L’EUROPA LEAGUE. DOBBIAMO FARE MEGLIO DEGLI ULTIMI TRE ANNI”. 





Non sono mai stato bravo a giocare con le parole. Ho sempre avuto un atteggiamento più aggressivo e, per questo motivo, vi dirò che non mi accontento di arrivare tra le prime quattro al termine della stagione. No, io voglio vincere. Voglio vincere tutto: voglio vincere le partite, giocare bene, fare goal e non subirne.” 

Si presenta così José Mourinho alla stampa e ai suoi tifosi nel giorno della presentazione come nuovo manager del Manchester United.

Tanti gli argomenti trattati dal portoghese: Sir Alex Ferguson, l’addio di Ryan Giggs ed è sembrato abbia voluto tirare anche qualche frecciatina ad Arsene Wenger.

In riferimento all’allenatore dell’Arsenal che ha portato l’ultimo trofeo all’Emirates Stadium nella stagione 2003/2004 avrebbe detto “ci sono allenatori che hanno vinto l’ultimo trofeo 10 anni fa. Il mio ultimo titolo è arrivato un anno fa. Se io ho molto da dimostrare, immaginate gli altri. La realtà è che questo non è importante per me. La realtà è che io gioco contro me stesso. Questa è la mia natura.”

Mourinho non ha mai avuto paura delle sfide. Questo lo dimostra anche la sua carriera: Porto, Chelsea, Inter, Real Madrid e poi di nuovo Chelsea
Ora tocca al Manchester United

Lo Special One si dice tranquillo, “non sono nervoso. Questo non è il lavoro di sogni, è la realtà. E la realtà dice che io sono il manager del Manchester United. La mia storia negli ultimi dieci anni dimostra che io ho sempre voluto vivere le aspettative dei grandi club. Ho grandi motivazioni e non ho problemi a dire che sono esattamente dove vorrei essere.”

Dimenticare quello che è successo negli ultimi tre anni e fare meglio. 
Tornare ad essere il meglio: questo uno degli obiettivi di partenza di José Mourinho. 

 “Ho lavorato in altri grandi club prima – ha precisato Mou – e la realtà è che quando le persone, anno dopo anno, si abituano ad un certo tipo di Manchester United, il Manchester United deve cambiare in meglio, non in peggio. Per alcuni anni, il successo era solo di routine qui, ma voglio dimenticare gli ultimi tre anni.”

Sull’utilizzo di giovani e il loro approdo in prima squadra, Mourinho smentisce tutte quelle voci riguardanti le poche possibilità che lui concede ai giovani. 

“Sai quanti giovani ho portato dalla Primavera? Quarantanove, se vuoi ti do la lista! Ho promosso 49 giocatori e alcuni di loro ora sono vincitori della Champions League. Quarantanove non son pochi.”

Su Ryan Giggs e il suo addio al club, infine, il nuovo manager dei Red Devils, ha spiegato:

“Mi sono sempre preso le mie responsabilità, e posso dire che se Ryan Giggs non è più nel club non è per colpa mia. 

Lui voleva il lavoro che hanno dato a me e non è colpa mia se voleva essere il manager del Manchester United. Lui ha preso una decisione: vuole essere un allenatore. 

Ha fatto la stessa scelta che ho fatto io 16 anni fa, quando lasciai Barcellona perché non volevo più essere un semplice assistente. Pensi che è stato facile per me lasciare una realtà stabile e intraprendere una nuova lotta? Non è facile. 

Se lui un giorno vorrà tornare, ed io sarò ancora qui, io non lo fermerò, e se il club mi chiederà di dare una mia opinione io dirò “Si”. E se lui torna come manager sarà un qualcosa di naturale e una conseguenza del suo successo come allenatore.”


Luana Marini



Fonte: Sky Sport UK

Nessun commento:

Posta un commento

Lascia qui il tuo commento al post...

Condividi

-->