sabato 24 ottobre 2015

[UKCALCIO HISTORY] La breve e folgorante storia di Willie Groves: l'attaccante da cento sterline.

La rubrica UKCALCIO HISTORY vi porta indietro nel tempo, agli albori del calcio. Siamo nel 1893 e questa è la breve e triste storia della vita di Willie Groves, primo giocatore ad essere acquistato per 100 sterline. 









Willie Groves, attaccante centrale abile anche come esterno di fascia, nel 1893 era tra i calciatori in circolazione più desiderati. Il suo trasferimento dal WBA all'Aston Villa per la cifra record di 100 sterline fece scalpore e da allora la rivalità tra le due squadre crebbe sempre di più. La sua fu una vita breve, conclusasi in modo triste. Ne ripercorriamo le fasi salienti.




Nato in un sobborgo di Glasgow, Groves a soli sedici anni inizia a calcare i campi da calcio, per diventare subito uno dei pionieri di quello che sport che nel giro di pochi decenni diventerà il più amato (odiato) e praticato al mondo. Nella stagione 1886-1887 ebbe un ruolo molto importante con la maglia dell'Hibernian, aiutandola a vincere la Scottish Cup. Fece subito parlare di sè.Il Vale of Leven (squadra fondata nel 1872, rifondata nel 1939 ed ancora in attività) accusò Groves di aver accettato un compenso per partecipare alla semifinale. Atteggiamento non condiviso in quanto il calcio scozzese, a quel tempo, era praticato ancora a livello amatoriale. Nel 1888 Groves fece il suo debutto in nazionale (in totale segnerà quattro reti in tre gare, tra queste si ricorda una tripletta contro l'Irlanda durante il British Home Championship del 1889). Fu uno dei giocatori che si trasferì al Celtic proprio in quella stagione, prima del grande salto nel calcio professionistico inglese quando nel 1890 il WBA decise di acquistarlo. Groves aiutò la sua squadra a vincere la FA Cup nel 1892 battendo in finale l'Aston Villa con un secco 3-0.
La stagione seguente fu proprio l'Aston Villa ad acquistarlo dal WBA per la cifra record di cento sterline. In realtà il WBA non voleva cedere il suo giocatore di punta ad una sua diretta concorrente e per questo raggiunse un accordo con l'Everton, ma Groves, ad insaputa della società, firmò un contratto con i Villains. Il WBA portò il caso all'attenzione della FA che inflisse una sanzione di 50 sterline all'Aston Villa, mentre i Baggies si "consolarono" con la cifra di 100 sterline: record assoluto per la compravendita di prestazioni sportive.
La cifra sborsata venne ampiamente ripagata: in quella stagione l'Aston Villa vinse il suo primo titolo e molto merito ebbero le reti segnate da Groves. 

Ma l'epopea di Groves era destinata a concludersi in tempi brevissimi. Pochi mesi dopo il trionfo in campionato, l'attaccante contrasse la tubercolosi e sebbene riuscì a recuperare giocando ancora all'Hiberian e al Celtic, prima di tornare in Inghilterra con il Rushden,non riuscì mai a trovare la forma fisica di un tempo. Si ritirò e andò a lavorare per la Edinburgh Corporation .

L'uomo delle cento sterline, l'uomo della FA Cup, colui che regalò il primo campionato all'Aston Villa morì in povertà a soli 39 anni. Come molti altri grandi pionieri del calcio, la gloria sportiva di Groves fu inversamente proporzionale alla durata della sua vita.


Poco più di un anno fa, dopo una lunga ricerca, Andy Groves, lontano parente di Willie, è riuscito a trovare la lapide del calciatore, sebbene il punto esatto della sepoltura non fosse quello. Groves siglò il goal vittoria del Celtic nel primo Old firm contro i Rangers. Un estratto dello Scottish Sport riporta la gioia di tifosi e giocatori "Dopo il goal, il fratello T. Maley iniziò a sventolare la bandiera. I giocatori dei Rangers erano sbiancati [...] Groves riuscì a far emozionare 10.000 cuori pulsanti".
A sua insaputa, Groves ha giocato un ruolo fondamentale nella storia del calcio. E' stato senza dubbio il primo calciatore "da copertina" in grado di far parlare di sè, anche a distanza di un secolo. Ha dato, inconsapevolmente, un forte impulso al professionismo ed è importante ricordare che, senza questi personaggi, nel bene e nel male, il calcio non avrebbe avuto quella fortuna che gli ha consentito di diventare ciò che oggi rappresenta per milioni di persone nel mondo.

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