sabato 19 aprile 2014

[CALCIO FEMMINILE] Dove il football è donna.

La nuova grande esclusiva UKCALCIO ha il nome di Matteo Portoghese, conoscitore e appassionato di calcio femminile, che seguirà per il blog il campionato di calcio delle ladies per farci immergere in un mondo sconosciuto ai più, ma ricco di fascino e sorprese.


La gioia delle ragazze del Liverpool campionesse d'Inghilterra.






di Matteo Portoghese



 
Tempo fa, l'amico Alfonso Russo mi contattò per chiedermi un pezzo sul calcio femminile. Inglese ovviamente, perché questo non è uno scritto dedicato al calcio tout-court, ma un tentativo di spiegare in cosa questo mondo lontano dai riflettori sia genuinamente British, sanamente footie.

L'idea era venuta tempo prima al sottoscritto, nel pieno dell'innamoramento per questo lato del calcio, e fa piacere avere l'opportunità di parlarne su un grande sito come UK Calcio, lettura obbligata e (mi auguro) routinaria per chiunque davvero ami qualsiasi cosa sia britannico, qualsiasi cosa sia football.

Insomma, apro segnalando Girls With Balls: The Secret History of Women's Football, un libro che è un viaggio nel non raccontato, nel poco noto e soprattutto in ciò che sarebbe potuto essere. O ciò che sarà, se i sogni di chi se ne sta occupando si realizzeranno: questa lettura sa di antico, è un percorso verso il calcio che non c'è più, in omaggio alle donne che lo hanno reso grande.

Sì, perché di donne parliamo. Di donne e pallone, precisamente: non riesco a trovare niente di più vero e genuino nel calcio inglese di quello femminile. Intendiamoci, sono un tifoso del Liverpool e mi aspettano settimane devastanti, eppure la dimensione raggiunta (sul piano economico, sociale e mediatico) dalla Premier League è lontana secoli dal calcio di un tempo.

In questo contesto, in un universo dominato dal marketing e da squadre che sono marchi globali, scoprire il calcio femminile di Sua Maestà è una vera sorpresa, un tuffo nel passato con lo sguardo del presente. Stiamo parlando di un ambiente di semioprofessionismo, dove solo alcune accuratamente selezionate decine di giocatrici vivono esclusivamente di calcio. Un mondo in crescita: tra le ragazzine inglesi sta diventando sport mania, tanto da smentire i vecchi luoghi comuni e inseguire i numeri di potenze assolute come Giappone, Germania, Stati Uniti o Scandinavia.

Dietro il boom del calcio femminile d'oltremanica, la lungimiranza di molti dirigenti e addetti ai lavori, della criticata ma stavolta sul pezzo Football Association, e di una donna straordinaria come Hope Powell, ct dell'Inghilterra dal 1998 al 2013: con lei le Lionesses hanno fatto passi da gigante, sino al 2013.

Ma tornando su, perché il calcio femminile? È presto detto: l'Arsenal ha vinto la Champions League 2006-2007, a Borehamwood. Avete letto bene: Meadow Park, casa del Boreham Wood F.C., oltre che delle giovanili/riserve dei Gunners. Quell'anno le Arsenal Ladies, infarcite di campionesse di esperienza internazionale, portarono a casa il titolo europeo, difendendo lo 0-1 maturato in Svezia nella gara d'andata, contro l'Umeå IK.

Dal giorno, a proibire all'Arsenal e le altre squadre di inglesi di tornare sul tetto d'Europa ci hanno pensato le tedesche, che possono vantare un numero altissimo di praticanti e una lega di altissimo profilo, insieme all'inarrestabile Olympique Lyonnais

A questo livello guardano, senza dubbio, i club del calcio inglese: anno dopo anno è aumentato l'impegno nel settore femminile di compagini storiche di Premier e Football League, che sono andate ad affiancare i Gunners nell'impegno. È vero che l'albo d'oro del campionato è stato sostanzialmente dominato dal club del nord di Londra, ma società come il Birmingham City o adesso il Liverpool sono andati ad aumentare gli investimenti, per creare un piccolo ma affezionato zoccolo duro di fan, a suon di vittorie e grazie a una crescita ben voluta e ben studiata.

Se passiamo alla situazione attuale, la “piramide” di questo Women Football ci ha messo un po' per consolidarsi, per raggiungere lo stato attuale. Per diverso tempo, la FA Women's Super League (detto in soldoni la Premier League delle donne) ha preferito sigillare il sistema, congelare le retrocessioni per permettere di tutelare gli investimenti. Restare nell'elite per costruire piano piano, cementare il professionismo e il semiprofessionismo, lasciare che piccole e grandi comunità si affezionassero ai club: mai cosa più giusta, perché la lega è cresciuta alla distanza e ora regala agli appassionati un campionato equilibrato e godibilissimo. Dove, certo, i top team fanno la voce grossa, ma non senza novità al vertice, scossoni, la storia che si scrive.

Perché in fondo, per esempio, nel 2013 la storia è stata scritta per davvero: il Liverpool, per la prima volta nella sua storia, ha vinto il campionato inglese. Per la prima volta dopo 23 anni, se si allarga il discorso al calcio maschile: la bellezza di ammirare il club della Merseyside più in alto di tutte è anche la soddisfazione di vedere Gerrard, Suàrez e Rodgers far visita alle ragazze per congratularsi, in una foto di rito che (chissà) è stata anche un augurio di successo all'intera squadra, anche alla sua divisione più gloriosa.

I progressi fatti registrare dal Liverpool femminile sono, in questo caso, illuminanti e paradigmatici: la squadra ha investito cifre che comunque per un club così grande sono un'inezia (ora lo ha fatto il Manchester City), puntato su un allenatore valido ed esperto a questo livello (Matt Beard, ex Chelsea), vinto il campionato. Questa è la chiave, per un footie che cresce ma non abbandona la sua dimensione casereccia, genuina, in qualche modo pura: è uno sport che ti presenta alcune tra le migliori calciatrici del mondo, ma le fa giocare in stadi e stadietti storici del calcio d un tempo, vive del contatto e delle contaminazione tra staff, rosa e pubblico, proietta la dimensione europea in quella di tutti i giorni.

Quest'anno, la sfida alle Reds la lanceranno le solite Birmingham, Chelsea, Lincoln, oltre a un Arsenal col dente avvelenato e pronto a rifarsi sotto. Nel torneo più interessante degli ultimi anni, alla compagnia s'aggiungerà il rinnovato Manchester City, all'esordio nella massima serie. Grazie alla nascita della Super League 2, ci sarà vera lotta anche per evitare di retrocedere e davvero tutte le partite saranno utili e degne d'esser vissute.

Naturalmente, parliamo di uno sport diverso rispetto al calcio maschile, a ritmi e velocità più blandi, ma interessante secondo molti, sul piano tattico e non solo: non spiegheremmo altrimenti le clamorose affluenze registrate alle Olimpiadi per le partite della Gran Bretagna e il crescente interesse attorno a questo mondo. Certo smaltita la sbornia olimpica i numeri sono scesi e le difficoltà del movimento restano, ma resta il segnale.

Come nel calcio “dei ragazzi”, ci sono campionato, FA Cup e Coppa di Lega. Per non farsi mancare nulla, cullare il sogno di un'Inghilterra finalmente vincente e (ri)scoprire un calcio fatto di sacrifici e abnegazione: un gigantesco no al calcio moderno, come amano dire in molti

Se il Liverpool di Rodgers dovesse tornare a vincere il campionato, le ragazze di Beard potranno dire di avercela fatta per prime.


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