giovedì 25 ottobre 2012

[ESCLUSIVA] Jacopo Ghirardon e il suo secondo viaggio per il Truro City.

Jacopo sulla panchina del Truro City. Emozioni che solo
i contesti del calcio anglosassone "minore" possono
regalare.


Dopo il grande successo del racconto del viaggio a Dover per seguire il suo Truro City,  Jacopo Ghirardon torna in Cornovaglia per un nuovo, avvincente viaggio che lo porterà nei meandri della Non League inglese con il suo Truro City. Un'esperienza unica, che lo ha visto protagonista "sul campo" dell'incredibile salvezza dalla liquidazione della piccola, grande squadra della Cornovaglia. ecco il racconto completo corredato da splendide foto in esclusiva per ukcalcio.com








E’ stata una settimana intensa, drammatica e piena di colpi di scena, ma per fortuna conclusasi con il lieto fine, quella del Truro City, squadra di Conference South che sta combattendo una fiera ma complicata lotta per la salvezza dalla liquidazione, dopo essere entrata in amministrazione controllata nello scorso mese di settembre. Kevin Heaney, presidentissimo autore della scalata che ha portato il Truro dalla quasi bancarotta, in South Western Peninsula 1st division, nel 2004, fino alle porte del calcio professionistico inglese in Conference con la quinta promozione in sei anni nel 2011, ha letteralmente abbandonato al suo destino la piccola squadra della Cornovaglia, che ha iniziato il campionato in un clima di instabilità più totale, supportata solamente dall’enorme passione popolare che, con varie iniziative, è riuscito a fare andare avanti la squadra in questi primi due mesi di campionato. Per me, che ho sposato la causa del Truro City fin dal 2009, e che nella scorsa stagione ho assistito a 2 partite dal vivo, tra cui una storica trasferta a Dover, quasi un obbligo morale andare su a Truro in questo momento estremamente complicato. Un giorno prima della trasferta, programmata per il 12 Ottobre, è scaduto però l’ultimatum imposto dalla Football Conference per il pagamento di un Bond di 50.000£ che verrà restituito al club a fine campionato se la squadra sopravviverà, una sorta di garanzia insomma. Trovare una persona disposta a tirare fuori questa somma è davvero dura, specie in una società rimasta senza nemmeno una pound dalla precedente gestione. Impossibile trovare un accordo insomma, cosi la “deadline” imposta dalla Football Conference non è stata rispettata: in un primo momento la squadra era sul punto di essere esclusa dal campionato stesso, e la partita contro il Dover Athletic, quella che dovevo assistere, è stata rinviata a data da definire, ma in un secondo momeno la data ultima per il pagamento del bond è stata prorogata fino al giovedi successivo, lasciando un’ulteriore settimana di tempo per trovare un acquirente disposto a salvare il club.



Arriviamo però al mio viaggio, partito non sotto i migliori auspici, con la partita che dovevo vedere rinviata e una situazione societaria allo sbando: che il club fosse ancora vivo sembrava appunto già qualcosa. Arrivato in serata all’aeroporto di Bristol, è stato necessario un trasferimento in macchina di ben 3 ore per arrivare nella “capitale” della Cornovaglia, visto la mancanza di aeroporti internazionali in zona. Questo è si uno dei problemi principali per lo sviluppo della zona, ma anche un motivo per cui le tradizioni sono ancora ben radicate nella Duchy, al punto di venire sempre più un desiderio di indipendenza dal Regno Unito in base ad una cultura celtica che rende la popolazione Cornica molto più legata a quella Bretone o Gallese che a quella Anglosassone. Sabato mattina, dopo aver dormito in un B&B adiacente al campo, la prima graditissima sorpresa: arriva Rob, uno dei tifosi storici del Truro che mi ha preso sotto la sua “ala protettiva” durante tutto il viaggio, con le chiavi del campo in mano: potevo entrare comunque nello stadio della mia squadra, sedermi nelle panchine e segnare il mio primo goal dentro lo stadio di Treyew Road. Una cosa fantastica, Treyew non ha certo il fascino di tanti altri stadi inglesi, ma è pur sempre lo stadio della mia squadra! Dopo la visita all’interno del ground, arrivano altri tifosi pronti per partire, direzione Porthleven, piccolo caratteristico porticciolo a ovest della regione, dove era in azione la squadra riserve del Truro, che gioca nella South West Peninsula 1st West. La squadra riserve del Truro, infatti, gioca regolarmente in un campionato competitivo, visto la completa lontananza della città dal resto delle squadre della Conference South, facilitando insomma le spese del club nel gestire le varie squadre minori. Per me, la possibilità di vedere lo stesso una squadra del Truro giocare, anche se le riserve non sono per forza la stessa cosa della prima squadra, e soprattutto la possibilità di conoscere un vero campionato dilettantistico inglese: la SWPL è step 7 del calcio di Non League Inglese, una sorta di quarta categoria volendo fare il paragone con il calcio Italiano. 



Eppure, arrivato nel piccolo Gala Parc di Porthleven, l’emozione era un po’ come quella della mia prima visita a Treyew. Circa una 70ina i tifosi delle White Tigers presenti, pronti a sostenere i giovani ragazzi che in quella giornata tenevano alto l’onore della principale squadra di calcio della Contea. Dopo una bella pasty (il prodotto tipico della Cornovaglia) e un paio di birre locali nella caratteristica e ospitale club house, finalmente la partita, che viene vinta per 1-3 dal Truro City Reserves. Durante la partita, graditissima la visita del capitano della squadra Jake Ash, diventato il simbolo di questi ragazzi che, pur senza ricevere stipendio da 4 mesi in una categoria non certo redditizia per i giocatori come la Conference South, hanno deciso a rinunciare ai loro stipendi per aiutare il club a sopravvivere. Una scelta nobilissima e clamorosa, pensando ai canoni dettati da questo calcio moderno che fa sempre più vittime nel calcio minore. Nella squadra riserve, giocavano invece Lee Hodges, allenatore-giocatore della prima squadra del Truro, e Scott Palmer, altro titolare della prima squadra, autore di una doppietta. Una partita piacevole, nonostante il livello basso del gioco, obbligato visto la categoria. Eppure l’agonismo messo in campo è stato tipicamente inglese, rendendo appunto la partita combattuta e avvincente. Vittoria meritata per il Truro City che si prende una meritatissima standing ovation a fine partita,  i tifosi possono essere orgogliosi per la grande prova di questi ragazzi che hanno onorato al massimo la maglia bianco-nero-oro. A fine partita, dentro la club house, il sorteggio della Cornwall County Cup, la coppa di Cornovaglia. Visto l’enorme rivalità di campanile che esiste tra i vari paesi della contea, per i tifosi del Truro, pur giocando le riserve nella competizione, è sempre il momento più importante della stagione: se parlerete con loro, vi diranno che la Cornish Cup è addirittura più importante della FA Cup, tanto per dare l’idea di quanto sia sentita l’identità Cornica. Due bambine a fare il sorteggio, la coppa in bella vista e via, a conoscere squadre mai sentite prima a contendersi il dominio nella regione. Subito, un boato: i rivali storici del Falmouth Town sono stati sorteggiati in trasferta contro il Bodmin Town, sostanzialmente la seconda potenza del calcio della Cornovaglia dietro alla prima squadra del Truro. Poi è il turno del Porthleven, sorteggiato in casa contro il Perranporth, sorteggio accolto con moderata soddisfazione dai tifosi dei giallo-neri, che in passato hanno anche accarezzato il sogno di giocare nel vecchio Wembley, arrivando ai quarti dell’FA Vase nei primi anni ’90. Poi è il turno del Truro Riserve, sorteggiato in casa contro il Penzance, è il tripudio: il Penzance è una categoria sopra, ma ancora con 0 punti, 1 goal fatto e 58 subiti dopo 9 giornate: un vero disastro. Sorteggio abbordabile per il Truro, modo migliore per concludere una giornata bellissima all’insegna del calcio più puro e passionale. La giornata successiva è quella della visita alle varie attrazioni turistiche più belle della regione: paesaggi magnifici, piccoli porticcioli sul mare, un mondo distante anni luce se si pensa all’Inghilterra come Londra, ma non meno affascinante, anzi, a mio avviso decisamente migliore… Un viaggio fantastico, conclusasi con una promessa… ci devo tornare, li, con il Truro City FC ancora in vita.




Arriviamo poi alle ultime, drammatiche giornate, che hanno visto il Truro morire e resuscitare almeno 2 volte. Si respirava un clima di ottimismo in città, e fino a mercoledi sembrava ormai imminente l’intervento di un noto businessman pronto ad investire sulla squadra locale. Il tempo però scorreva inesorabile, fino a giovedi mattina quando è emerso il nome di Tony Murtagh, broker nativo di Manchester ma attivo in Cornovaglia da 30 anni, che in un comunicato diceva di essere l’uomo giusto per effetturare il takeover, pagare il bond e portare il Truro verso una nuova ed eccitante era. All’arrivo delle fatidiche ore 17.00, quando scadeva l’ultimatum, nessuna traccia di un pagamento di questo bond. Subito dopo, il comunicato della Football Conference che concedeva un’ulteriore prolungamento della deadline fino alle 13.00 del giorno dopo, ufficialmente per permettere a Murtagh di sbloccare dalla banca tale somma e depositarla nelle casse della Conference stessa. Sembrava ormai cosa fatta, al punto che già i tifosi e gli amministratori stessi sembravano ormai convinti fosse l’uomo giusto. Poi, alle 11, la doccia gelata: Murtagh si era ritirato, in maniera ignobile (via SMS!!!) dalla trattativa, lasciando di fatto il Truro abbandonato al proprio destino e all’inevitabile esclusione dalla Conference e conseguente liquidazione Motivo dell’abbandono, l’intromissione del vecchio proprietario Heaney, che tutt’ora possiede il terreno di gioco. Sembra avesse chiesto 1.2 Milioni a Murtagh (suo rivale in affari) per permettere al Truro di giocare la. Allucinante. Giocatori, Manager e Amministratori, tutti in lacrime (almeno i primi 2), unanimi con una semplice esclamazione: “it’s all over”. All’una scade la deadline, e subito i principali media nazionali, tra cui BBC e Sky Sports, annunciano l’esclusione dalla Conference del Truro. Alle 15 circa, esce pure il comunicato sul sito della Blue Square South. Eppure, alle 16, Miles Davies, reporter del circuito This is Cornwall, annunciava che l’esclusione del Truro doveva essere ancora discussa. Poco dopo, arriva un piccolissimo barlume di speranza: Cody Cooke, giovane ragazzo della prima squadra, retwitta su Twitter il messaggio di Pete Masters, proprietario di una nota discoteca/night club della città, che aveva chiesto allo stesso Cody come si potessero contattare gli amministratori. Cosi alle 18, arriva la clamorosa e inaspettata notizia, Masters, assieme ad un altro imprenditore locale, Philip Perryman, gestore di alcuni Taxi, ha sborsato i famosi 50.000£ permettendo la sopravvivenza del Truro! Una notizia clamorosa che ha fatto il giro della rete, e portato una  sorpresa a tutti gli appassionati: il sogno della squadra che ha fatto sognare la Cornovaglia intera è ancora in vita. La pagina di Facebook L2, discoteca gestita dallo stesso Masters, viene invasa non da giovani come al solito che vogliono passare la serata, ma da tifosi, prevalentemente dello stess Truro, pronti a ringraziare il signor Masters. In un meeting, nella serata di lunedi, viene annunciato che i due soci sono pronti ad investire nel club, spalleggiati dal Supporters Trust appena installato, e hanno tempo fino al 4 gennaio per completare il Takeover, ma che entro dicembre può già essere completato. Perché il sogno di una città, di un popolo, e pure quello mio, non poteva e doveva finire cosi. E, più per miracolo che per altro, è ancora in vita.



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