giovedì 25 febbraio 2010

CHAMPIONS LEAGUE - Inter - Chelsea 2-1

MILANO - Non brilla il Chelsea di Ancelotti nella partita di andata degli ottavi di finale di Champions League. Non brilla, ma non meritava di perdere. Pronti, via e l'Inter già è in vantaggio con Milito che sfrutta una disattenzione difensiva e, soprattutto, un Chech tutt'altro che impeccabile: il tiro, seppur violento, era sul suo palo e l'estremo difensore dei blues poteva e doveva fare meglio. Gli ospiti però non si abbattono e cercano insistentemente il pareggio; un lampo di Drogba che con una mezza rovesciata dal limite dell'area stava per regalarci uno dei gol più belli di questa edizione 2009-2010 sarà l'unica azione degna di nota dell'ivoriano. L'Inter avrà un'altra grandissima occasione con Eto'o che, liberatosi della marcatura, manca clamorosamente il pallone nell'area piccola. Il primo tempo si conclude con un rigore (nettissimo) per il Chelsea (fallo di Samuel su Kalou) non fischiato dal direttore di gara Mejuto Gonzalez: lo stesso Mourinho a fine gara dirà: "Ho lasciato l'Inghilterra da onesto, l'Italia non mi cambia: questa sera c'era un rigore per il Chelsea". Il secondo tempo si apre con il pareggio dei Blues: un tiro di Kalou per nulla irresistibile contro cui Julio Cesar avrebbe potuto fare molto meglio. Neanche il tempo di festeggiare che 4 minuti dopo l'Inter torna in vantaggio con Cambiasso che capitalizza una ribattuta di Ivanovic (il migliore in campo tra i Blues, a nostro avviso). Pochissimi i lampi degli ospiti dopo il vantaggio nerazzurro: un combinazione (l'unica) Anelka- Drogba-Lampard neutralizzata da Julio Cesar. Da segnalare l'infortunio a Check (si temeva un infortunio al ginocchio), che tuttavia non preoccupa Ancelotti ("valuteremo l'entità dell'infortunio nei prossimi giorni, ma dovrebbe essere un problema al polpaccio).
Il fatto che la sconfitta sia stata concomitante alla serata-no di Drogba e Lampard non è un caso. La forza dei Blues è data da una solida difesa (Ivanovic sta facendo una grande stagione e, come detto, ieri si è confermato), da un punto fisso a centrocampo (Lampard, che con i suoi movimenti e inserimenti oltre alla copertura, regala molti gol per essere un centrocampista e per questo basta vedere la classifica dei migliori marcatori della storia del Chelsea) e soprattutto dal duo Anelka-Drogba: il primo molto defilato sulla destra, sempre pronto a saltare l'uomo e a servire l'infallibile Didier che, sotto porta, non perde occasione per segnare. Ieri, tranne Ivanovic, tutto il resto è mancato. Lampard impalpabile: pochissimi palloni sono passati tra i suoi piedi, nonostante il Chelsea non avesse impostato la partita come ci saremmo aspettati, sfruttando le corsie esterne, preferendo al contrario una tattica di sfondamento (incomprensibile, a nostro modo di vedere, vista la forma fisica di Samuel e Lucio). Anelka molto accentrato: non è riuscito mai a scendere sulla fascia e non è mai riuscito a dialogare con Drogba (e l'unica volta che è accaduto poteva essere fatale per i padroni di casa), o gioca da punta (ma non crediamo sia il suo ruolo) o gioca, come ha sempre fatto, molto decentrato sulla fascia, altrimenti è inutile. Drogba, invece, non è stato il solito predatore, anche se non gli sono mai state servite prede da consumare, nè si può pretendere che sia sempre lui a procurarsele.
Infine, non capiamo il senso della sostituzione Kalou-Sturridge. Cosa si può pretendere da un ragazzo 21enne? E' vero che è stato pagato una fortuna, ma l'esperienza non si compra a suon di sterline. Più utile al gioco del Chelsea, sarebbe stato l'inserimento di Joe Cole. I noti problemi di rinnovo contrattuale, di cui ormai si parla da mesi, lo tengono ancora fuori dalla squadra titolare. Ancelotti lo ritiene un giocatore fondamentale (e anche noi), ma di rinnovo non se ne parla, almeno per ora e lui continua a riscaldarsi a bordo campo. Con lui largo a sinistra e Anelka a destra avremmo visto non solo più palloni giocabili per Drogba, ma anche un pareggio che sarebbe stato il risultato più giusto.

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